Il debutto del comandante "arruolato" dal generale, tocca i tasti del clichè vannacciano: immigrazione e sicurezza. Aldo Poponcini interroga la giunta sull’incontro con alcune comunità straniere e la situazione a Campo di Marte. Chiede lumi sui contenuti del faccia a faccia coi rappresentanti "di una parte, non tutte, delle comunità straniere presenti nel territorio. Vi avrebbero partecipato anche alcuni imam provenienti da fuori. Si tratta di un evento che rappresenta una scelta politica, fonte di perplessità. La priorità dovrebbe essere rivolta a cittadini e imprese aretine e italiane, senza considerare che l’integrazione deve fondarsi sul rispetto delle leggi, dei valori costituzionali e delle nostre tradizioni".
La replica di Comanducci: "Ho fatto più di 90 incontri, ne farò molti altri, desidero presentarmi alla città intera". Spiega di aver "ricevuto l’invito di queste comunità e sentendomi il sindaco di tutti l’ho accettato. Mi sono limitato a portare il mio saluto istituzionale".
Altro tema: il chiosco di Campo di Marte e la riqualificazione della zona. Poponcini punta il dito su "un manufatto abbandonato e vandalizzato dove trovano dimora persone dedite ad attività illegali, che meriterebbe di essere subito messo in sicurezza per diventare poi parte di un progetto che restituisca il giusto decoro e riqualifichi l’intera zona". Il sindaco ha annunciato una "ricognizione degli immobili comunali necessaria per la messa a norma e il recupero. Daremo seguito a questi intenti in modo importante. In questo quadro, Campo di Marte ha bisogno di una strategia e un progetto complessivo di riqualificazione: ci sono tante idee in ballo, valuteremo e decideremo con criterio, studiando ogni soluzione in maniera intelligente, perché quella è un’area su cui non possiamo sbagliare".








