"Per un ottavo sono marchigiano". Luca Marinelli ha conquistato così piazza XX Settembre, gremita per l’incontro di CineFortune che ha preceduto la proiezione di ’Qualcuno volò sul nido del cuculo’. L’attore ha raccontato che il suo bisnonno era di Cagli e che, passeggiando per Fano, gli è sembrato di risentire il dialetto del nonno, ormai scomparso dalla sua famiglia. Una confessione accolta da un’ovazione.
Sul palco, intervistato da Luca Capannelli e Carolina Iacucci, Marinelli ha ricevuto il Premio CineFortune 2026, voluto dai ragazzi dei laboratori di cinema. Insieme al riconoscimento gli sono stati consegnati tre doni legati alla città: un’opera ispirata alla Dea Fortuna, una dedicata al mare realizzata dal gioielliere Claudio Pacifici e un lavoro di Stefano Furlani, realizzato con i sassi della Sassonia e ispirato a Paternal Leave, il film diretto dalla moglie Alissa Jung.
Marinelli ha spiegato di aver scelto il film di Miloš Forman "per amore", dedicandolo a Luciana, la madre di un amico che glielo fece vedere a dieci anni e che quest’anno è scomparsa. Poi le riflessioni sul cinema: "L’arte è politica perché appartiene alla comunità". E ai giovani: "Credete nei vostri sogni, non scendete a compromessi e camminate nella direzione che avete scelto".






