La prima del Dramma Popolare è molto più di un debutto teatrale: è il rito che ogni estate rinnova l’identità di San Miniato e celebra uno dei suoi simboli culturali più preziosi. Nella suggestiva cornice di piazza del Duomo si sono ritrovati oltre 700 ospiti, tutti insieme protagonisti di un’avventura artistica che da ottant’anni intreccia teatro, storia e comunità. Ad accoglierli il presidente della Fondazione Crsm, Giovanni Urti, e il direttore Toscana-Umbria di Crédit Agricole, Massimo Cerbai.
Tra i presenti il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani – che ha sottolineato sia l’importanza del Dramma che il legame di San Francesco con San Miniato, città che ospita uno dei più importanti conventi – il sottosegretario alla Presidenza Bernard Dika, il consigliere regionale Matteo Trapani, i sindaci del territorio e numerose autorità civili, militari e religiose. Accanto a loro il vescovo di San Miniato Giovanni Paccosi, sempre vicino fin dal suo arrivo alla guida della Diocesi al Teatro del Cielo, "un teatro che parla all’uomo". E che quest’anno guarda alla figura di Francesco, l’uomo che trasformò le ferite in luce, facendo della "letizia" il cuore del suo cammino. Un’esistenza radicale, poetica e controcorrente che continua a interrogare il presente e, soprattutto, le nuove generazioni.






