Chi abbia conosciuto Pia Pera, scomparsa proprio dieci anni fa, non può aver dimenticato il suo modo, ironico e simpatico, di approcciarsi con l’interlocutore appena incontrato; iniziata la conversazione, lo sguardo e il bel volto si sarebbero poi sciolti in un sorriso. Molto disposta ad ascoltare per meglio capire, faceva poche domande. Peculiarità di chi ha ricevuto una buona educazione, anche grazie alla famiglia di provenienza. Infatti, i genitori erano persone di cultura: famoso giuslavorista il padre Giuseppe e rinomata docente di filosofia la madre Elvira Genzone. Il loro buon ritiro, poi divenuta residenza, si trovava a San Lorenzo a Vaccoli (Lucca), nei pressi della chiesa, vicino al palazzo Littorio, poi adibito a scuola elementare e, infine, a caserma dei carabinieri.
La villa del professore, come lo chiamavano con riverenza i paesani, si trova esposta verso il monte, invisibile dalla strada. Un luogo che invitava allo studio. Infatti, si raccontava che il professore avesse fatto insonorizzare le pareti della sua stanza con il sughero, affinché non gli arrivassero i rumori esterni, per meglio attendere alle proprie ricerche. Salutista, non era raro incontrarlo nelle vie del paese, seguito da due cani. Immerso nei pensieri, a testa bassa camminava con un bastone da passeggio, il papillon sulla camicia bianca e un sigaro Toscano spento tra le labbra.








