HomeCultura e SpettacoliMiart, la prima donna al timone: "La mia fiera, piattaforma inclusiva"Cloe Piccoli, al vertice fino al 2029: "È un momento storico, sono consapevole della sfida che mi attende"Cloe Piccoli, al vertice fino al 2029: "È un momento storico, sono consapevole della sfida che mi attende"Ricevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciCloe Piccoli, critica, curatrice e docente di arte contemporanea, fresca di nomina a direttrice di Miart per il prossimo triennio. Lei è la prima donna al vertice di questa manifestazione. Raccoglie il testimone da Nicola Ricciardi, è pronta? Quali saranno i segnali del cambiamento?
"Prontissima...il cambiamento è in atto in tutto il mondo, è un momento storico, tante ce la fanno, e penso alla Tate dove è stata nominata Jessica Morgan. Quindi sono particolarmente orgogliosa di questo incarico e di raccogliere l’eredità da chi mi ha preceduta, consapevole della sfida che mi attende. Ringrazio anche Fiera Milano per avermi dato fiducia".
Che Miart sarà la manifestazione in programma dal 9 all’11 aprile 2027?
"La mia visione di Miart è quella di un’infrastruttura capace di connettere produzione artistica, capitale culturale e capitale economico. Mercato e produzione culturale non sono in conflitto ma due aspetti che si alimentano a vicenda. Per me è un tema importante da sottolineare, Miart non è solamente, come d’altronde mai è stata, una fiera, e un contesto di mercato, anche se ovviamente è importante anche questo. Sarà una piattaforma che produce cultura tutto l’anno, e progetti in collaborazione con le istituzioni milanesi, nazionali e internazionali. Naturalmente sarà ulteriormente rafforzato il dialogo con Milano e ci saranno delle novità che però, mi permetta, rivelerò solo in autunno. Posso dire che lavorerò per costruire un network capace di attivare nuove progettualità culturali e nuove relazioni tra pubblico e privato. D’altronde siamo in un momento in cui stanno cambiando tutte le fiere in diverse parti del pianeta, da Londra a New York e Basilea. E stanno cambiando in una direzione più inclusiva, partecipativa".







