Bari Sardo. 30 luglio 2026 alle 00:48Droga dall’Albania e armi. Il capobanda, Giampaolo Locci, si è pentito
È stata fissata l’udienza preliminare per l’11 settembre a carico dei 65 indagati nell’inchiesta Termine, la maxi operazione sul narcotraffico in Sardegna. Per loro il pm dalla Dda di Cagliari, Danilo Tronci, ha chiesto il rinvio a giudizio. Condotta dai carabinieri sotto la direzione della Dda, l’operazione ha smantellato due agguerrite organizzazioni criminali capaci di movimentare quintali di cocaina ed eroina in Sardegna, con canali di approvvigionamento legati anche alla malavita albanese in regioni come la Toscana e il Veneto. I gruppi avevano la disponibilità di armi potenti e avrebbero sequestrato per ore una persona per una compravendita di cocaina andata male.
Il pentito
Tra gli indagati figura anche Gian Paolo Locci, 57 anni, che gli inquirenti considerano figura di spicco del gruppo. L’ex agente della polizia penitenziaria, professione che aveva svolto in giovane età, prima di finire nei guai per associazione mafiosa nell’ambito dell’inchiesta legata a Maria Ausilia Piroddi, è diventato collaboratore di giustizia ed è stato trasferito in una località protetta della Penisola. Dopo l’arresto di dieci mesi fa, Locci, assistito dall’avvocato Gennaro Di Michele, ha fatto ritrovare agli inquirenti 42 chili di cocaina sotterrati in un terreno a Bari Sardo, un arsenale con kalashnikov, fucili a pompa, lanciagranate e munizioni oltre a 17mila euro in contanti.Nell’attività di spaccio, secondo gli inquirenti, il suo braccio destro era considerato Mino Marongiu, ucciso due anni fa in piazza Roma, ad Arzana. Avevano rapporti stretti per reperire cocaina e eroina da narcotrafficanti albanesi.






