GRUMO NEVANO Follia e violenza sul sagrato della basilica di San Tammaro a Grumo Nevano. Un diciottenne arrestato per tentato omicidio, un 69enne finito in rianimazione: tutto per via di una pallonata che aveva ridotto in frantumi il vetro del circolo degli anziani. È bastato solo il primo rimprovero ai ragazzi che giocavano a calcio, incuranti di quanti ancora si intrattenevano sul sagrato, che si è acceso un violento scontro verbale tra uno degli anziani e il 18enne, che ha risposto per le rime. «Voi vecchi ve ne dovete stare a casa, siete inutili, ci togliete il nostro spazio». A queste parole l’anziano ha reagito spingendo con una mano il 18enne, che non si era tirato indietro di un millimetro. Poi l’aggressione assurda, violenta, feroce.

LA DINAMICA Il diciottenne ha prima gridato all’indirizzo dell’anziano («Mi hai messo le mani addosso»), poi gli si è scagliato contro: il malcapitato ha dovuto incassare una serie di pugni, tanto da essere costretto ad un rapido dietrofront per evitare il peggio. Tutto si è svolto in una manciata di secondi, sotto gli occhi di tante persone che incuranti riprendevano la scena con i cellulari. Mentre il 18enne incalzava l’uomo, è intervenuto un altro anziano, che voleva fare solo da paciere e mettere fine allo scontro. Ma non è stato cosi. Il “paciere” è stato travolto dall’altro anziano che fuggiva, inseguito dal giovane, ed è finito a terra. Tanto è bastato perché il diciottenne facesse partire un calcio violentissimo che ha colpito la testa dell’anziano, che è stramazzato per terra, privo di sensi, mentre il sangue scorreva copioso dalle lesioni all’interno della bocca e da una vasta ferita alla nuca. Il video che riprende la tremenda sequenza restituisce altre immagini sconcertanti, come quelle di alcuni giovani che si allontanano di qualche passo dal luogo dell’aggressione, mentre l’anziano è ancora a terra privo di sensi, per avere qualche inquadratura migliore nelle loro riprese sui telefonini. Soltanto uno dei ragazzi, che aveva un borsello a tracolla e che in precedenza aveva cercato in qualche modo di contenere il 18enne, dopo essersi reso conto delle gravi condizioni del ferito, si è messo le mani nei capelli prima di scappare a gambe levate. Solo allora qualcuno dei presenti ha lanciato l’allarme chiedendo l’immediato invio di un’ambulanza del 118 e ha avvertito i carabinieri della locale caserma, diretta dal maresciallo Salvatore Baldi. Il ferito è stato portato, in codice rosso, presso il pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni di Dio di Frattamaggiore, dove i sanitari lo hanno giudicato in immediato pericolo di vita e ricoverato nel reparto di rianimazione. Ieri sera, a parere dei sanitari, le condizioni dell’uomo erano lievemente migliorate: una circostanza che lascia aperto uno spiraglio positivo, anche se i medici non hanno ancora sciolto la prognosi e l’uomo resta ancora in pericolo di vita. LE INDAGINI Se la rissa e il suo tragico e violento epilogo sono stati davvero rapidi, non da meno è stata l’azione dei carabinieri di Grumo Nevano, che in meno di due ore hanno identificato l’aggressore, alcuni testimoni di quanto accaduto, ricostruito i motivi e la dinamica del grave episodio e infine arrestato il diciottenne, nei pressi della sua abitazione di Casandrino. Il ragazzo, su disposizione del pubblico ministero della Procura di Napoli Nord, diretta da Domenico Airoma, dalla caserma dei militari è stato portato nel carcere di Poggioreale: è accusato di tentato omicidio per futili motivi. Ora è in attesa dell’udienza di convalida che si dovrebbe tenere entro cinque giorni dall’arresto. L’episodio ha, almeno in apparenza, colpito la città. Anche se Grumo Nevano non è nuova ad episodi del genere, come dimostrano le numerosi aggressioni verificatesi in passato ai danni dei migranti. Ma sui vari social non sono purtroppo mancati i commenti a difesa del 18enne, giustificato dalla piazza virtuale perché aveva reagito («Gli avevano messo le mani addosso...»), anche se la vittima dell’aggressione ora è in pericolo di vita. Una storiaccia, insomma, dove i protagonisti sono sempre più giovani, che vivono in paesi o città dove non esiste più “l’anima dei luoghi”.