La storia, l’eredità, l’appartenenza al proprio luogo d’origine. Pozzuoli ha alle sue spalle una storia millenaria fatta di pescatori, verità nascoste e di una ferita, quella del bradisismo, che continua, periodicamente, a farsi sentire. Il Rione Terra che sovrasta il Golfo diventa simbolo di un territorio sempre in movimento. È nell’incertezza che si insinuano storie capaci di tenere viva l’importante eredità di un paese che, negli ultimi vent’anni, è stato protagonista di un’importantissima rinascita. Luigi Di Razza, 33 anni, nato e cresciuto a Pozzuoli, è uno degli esempi più significativi di una nuova generazione che non ha intenzione di tirarsi indietro.

Lido Augusto a Pozzuoli, petizione per la storia da salvareLa “viralità” sui social network arriva nel 2021, poco dopo la pandemia, ma raggiunge il picco durante le prime grandi scosse di terremoto nei Campi Flegrei del 2023. La sua ironia è diventata un punto di partenza per raccontare una città. «Ho iniziato per divertimento», racconta, «non avevo alcuna pretesa: volevo solo riuscire a far divertire su qualcosa che potesse farci sentire tutti un po' meno soli e abbandonati a noi stessi». Luoghi comuni, dialetto e vita di tutti i giorni sono solo alcuni dei temi centrali della narrazione di Luigi fatta di piccole cose. «Cominciare facendo ironia sul dialetto puteolano è stato un modo per portare con me ciò che i miei nonni mi hanno trasmesso attraverso un dialetto», spiega. «Ho iniziato a parlare di Pozzuoli perché era quello che conoscevo di più - racconta Luigi - ci sono nato, conosco i luoghi, la cultura, il modo di parlare e ho sempre cercato, attraverso l’umorismo e la risata, di portare anche qualcosa di più o di far conoscere la novità di un luogo così affascinante e ricco di storia come possono essere i Campi Flegrei». America's Cup 2027, case, scuole e trasporti: la vita dei team a NapoliLa narrazione che passa, infatti, è quella di una città in continuo sviluppo e che, nonostante la grande crisi bradisismica in corso da anni, sta vivendo un periodo di rinascita culturale ed economica, legata anche alla scelta del Rione Terra per un importante progetto di rilancio collegato ai team in gara dell’America’s Cup 2027. Una riaffermazione del territorio che ha come punto di arrivo restituire alla popolazione uno dei luoghi più affascinanti della cittadina. «Raccontare il vissuto, il dialetto, mi sembrava il modo più interessante e intelligente per incuriosire un utente medio che si trova a scrollare Tik Tok nel tempo libero». E le scosse? «Fanno quasi parte della nostra identità», racconta Luigi. «Per chi è cresciuto tra queste strade sono parte integrante della vita, ci siamo quasi abituati. Resta qualcosa di difficile da gestire, ma stiamo imparando gradualmente a farlo e a conviverci nel modo migliore possibile». Diventare papà di due bambini ha solo aperto ancor di più gli orizzonti di Luigi Di Razza che, al racconto della sua città, ha unito anche quello della genitorialitá, analizzata nel libro, arrivato nelle librerie lo scorso aprile, intitolato “Faccio sempre tutto io”. Al centro della storia c'è anche la capacità di essere presenti per le nuove generazioni. «Affrontare la vita da genitore all’interno è stato spontaneo», ha spiegato, «volevo raccontare ciò che stavo vivendo senza troppi giri di parole - chiarisce - mettere i pensieri su carta mi ha sempre aiutato a far quadrare i conti con me stesso e con gli altri». «Al di là della retorica e di tutto, volevo farlo. Sentivo l’esigenza di raccontare i miei luoghi e la mia storia senza aspettative e facendo in modo che tutti potessero riconoscersi», ha concluso.