L’America’s Cup è alle porte e si annuncia come un successo dal punto di vista dell’interesse suscitato, dubbi ci sono, però, sulla capacità di accogliere i tanti appassionati che verranno in città per l’evento. A preoccupare è soprattutto l’arrivo di diportisti da tutto il Mediterraneo, visto che Napoli soffre da sempre di una carenza di posti barca. Ne è consapevole il sindaco, Gaetano Manfredi, che invita, però, ad allargare l’orizzonte: «Dobbiamo guardare alla Coppa America non come l’evento della città ma come del Golfo di Napoli» afferma, a margine della visIta del ministro Foti al cantiere di Bagnoli, aggiungendo: «Sappiamo bene che c’è una grande pressione dei diportisti che vogliono seguire l’evento, quindi dobbiamo immaginare un’accoglienza diffusa che coinvolga anche le nostre tre grandi isole, che già sono attrezzate per ospitare imbarcazioni. Poi abbiamo la Costiera Sorrentina e anche l’Area Flegrea, sulla quale prevediamo un focus specifico per rilanciarne l’immagine dopo il bradisismo».

America's Cup, la visita a Bagnoli del ministro Foti: «Fiore all’occhiello per tutta l’Italia, modello da replicare altrove» I tempi sono stretti, quindi è impensabile mettere in campo progetti infrastrutturali. La soluzione non può che essere temporanea: «Stiamo dialogando con l’Autorità portuale per realizzare dei campi boa straordinari che possano consentire di dare un’ospitalità in più a chi vuole venire da noi» annuncia Manfredi. Le soluzioni L’installazione di gavitelli che possano far aumentare il numero dei posti barca a disposizione è l’unica attuabile anche per il presidente dell’Afina (l’associazione filiera italiane della nautica), Gennaro Amato, che commenta: «Non c’è tempo per fare altro. Come Afina abbiamo già proposto l’utilizzo dei porti turistici stagionali della linea di costa regionale. Si potrebbero installare dei campi boa per far sì che barche di 10-12 metri possano avere un ormeggio provvisorio per la durata dell’evento. Ne servirebbero, però, almeno 10 da 300 posti l’uno per accogliere un minimo di 3mila barche» afferma Amato, che aggiunge: «Questa provvisorietà, però, è un danno per l’economia del territorio. Chi arriva con la barca, quando scende a terra, spende: va nei ristoranti, negli alberghi, nei musei, fa shopping. Se si ormeggia in un campo boa, per scendere a terra si deve utilizzare un tenderino o una lancia che ti viene a prendere, quindi è scomodo, e c’è il rischio che molti rinuncino». È, quindi, necessario guardare al futuro, anche perché, nota Amato, «su 10 imbarcazioni in giro nel Golfo di Napoli, oggi ci sono solo 4 posti disponibili, che costano anche molto. Ma nessuno compra una barca se non sa dove metterla, come nessuno compra un’auto se non sa dove parcheggiarla. Questo – sottolinea - è anche un grosso problema per le imprese produttrici locali, che stanno sempre più perdendo commesse». Una soluzione per la città è stata proposta proprio da Afina Napoli che, insieme al Luise Group e con il sostegno della Bcc Napoli, ha presentato un progetto per l’ampliamento del porto di Mergellina con un aumento di almeno 350 posti barca dagli 8 ai 15 metri, rispetto agli attuali 400 circa. Le voci «Siamo fiduciosi - dichiara Amato - che, con l’approvazione del Pua da parte del Comune, il progetto, che è apprezzato dal sindaco Manfredi, possa partire». America's Cup a Napoli: al via l'avviso pubblico per la valorizzazione della cittàE un progetto simile è stato presentato su Nisida da altri imprenditori, a testimonianza delle potenzialità inespresse della città. Non a caso il presidente dell’Acen, Antonio Savarese, sottolinea che «la Coppa America è una grande occasione per Napoli, e bisogna creare le condizioni per la migliore accoglienza per i velisti che arriveranno da tutta Europa: i porti della Costiera Sorrentina e dell’Area Flegrea, Mergellina, Molo San Vincenzo e Nisida - dice - vanno ammodernati da molto tempo: auspichiamo un’accelerazione in tal senso».