“L’America’s Cup a Napoli è sicuramente una novità, un inedito per l’Italia che va a poggiare su una tradizione ormai pluridecennale che possiamo vantare in Coppa. Siamo partiti con Azzurra nel lontano 1983, quindi sono trascorsi più di 40 anni con alternate vicende, ma diciamo che con qualche rara eccezione sono stati più o meno quasi sempre tentativi abbastanza fruttiferi. Hanno portato a due partecipazioni nel Match dell’America’s Cup, tre volte in finale in Louis Vuitton Cup, una volta con Azzurra nei quarti finale. Il che ha generato un grande attaccamento in Italia per la manifestazione: quando parli di Coppa America la gente rizza le orecchie”.

Tommaso Chieffi parla della Coppa a Sorrento, a margine della Tre Golfi Sailing Week, dove è in corso la prova finale dell’Europeo dei Maxi (era tattico su My Song, il maxi di Pigi Loro Piana, che però è stato fermato da un'avaria). Chieffi l’America’s Cup la conosce bene: vanta partecipazioni con Italia, Il Moro di Venezia - con cui ha vinto la Louis Vuitton Cup a San Diego nel 1992-, Oracle, +39, Shosholoza.

Una lunga tradizione, appunto.

“Sì, ormai lunga. E proprio per la qualità e lo spessore delle barche che hanno partecipato e per i loro protagonisti del passato, oggi c'è un attaccamento da tifo diciamo quasi calcistico per Luna Rossa, che in questo momento nella vela è l’equivalente della Ferrari per gli appassionati di automobilismo”.