Il bipopulismo (come alcuni ormai chiamano il bipolarismo all’italiana) produce effetti schizofrenici soprattutto in materia di sicurezza. Da tempo ormai il centrodestra è diventato infatti il paladino dei poliziotti e il fustigatore dei magistrati, sospettati di intendersela con i facinorosi. Dall’altra parte, la sinistra venera i magistrati e non si fida dei poliziotti, al punto di accusarli di tanto in tanto di comportamenti in stile Ice. I casi del gioielliere condannato per duplice omicidio in Piemonte e dell’uomo di origini marocchine rimasto morto sul selciato di Bologna dopo una colluttazione con due agenti, sono i perfetti esempi di questo pericoloso tentativo di dividere gli apparati dello Stato in buoni e cattivi. Di polarizzarli: l’uno a destra, l’altro a sinistra. Con l’esito di indebolire nel complesso la forza repressiva dello Stato nei confronti di chi delinque. E di consegnare la più delicata delle funzioni della Repubblica alla partigianeria politica e alla conflittualità elettorale. Una delle ragioni per cui — a nostro avviso — è molto meglio che al Viminale resti un prefetto, nell’ultimo anno di legislatura, piuttosto che ci vada un leader di partito, con l’inevitabile intento di trarne consenso.