Uno studio su quasi 2.800 genomi ricostruisce come l’allevamento industriale abbia moltiplicato gli scambi batterici tra polli e uccelli selvatici

© Ineos Oxford Institute for antimicrobial research (IOI)

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Quasi 2.800 genomi seguono il viaggio del batterioCampylobacter si adatta all’ambiente costruito per i polliIl rischio arriva fino alle nostre cucine

Trentuno miliardi di polli occupano oggi allevamenti e filiere in ogni parte del mondo. Per Campylobacter jejuni, un batterio che vive spesso nel loro intestino senza farli ammalare, significa avere a disposizione uno degli habitat animali più grandi del pianeta. Affollato, collegato e rifornito senza sosta di nuovi ospiti.