Futuro e realtà diventano un tutt'uno per Renault. Il piano 'futureReady' (pronti per il futuro, ndr) ha preso ormai corpo e da semplice strategia si è trasformato nel nuovo standard operativo del gruppo francese, che ha chiuso i primi 6 mesi dell'anno con oltre 30 miliardi di ricavi e 700 milioni di utile. Nell'analogo periodo precedente la perdita aveva superato gli 11 milioni. In 6 mesi il fatturato è cresciuto del 9,5% a 30,25 miliardi, l'utile operativo è passato da un rosso di 8,4 milioni a un attivo di 1,12 milioni e l'utile netto è stato di 721 milioni, con un flusso di cassa positivo per il settore dell'auto di 653 milioni, contro il precedente passivo di 62 milioni. Si riduce da 7,33 a 6,57 miliardi la posizione finanziaria netta. Confermato l'obiettivo di ridurre i costi di 400 euro per veicolo nel "medio termine". Provost sottolinea la "solidità dei risultati" che dimostrano come "futureReady è più di un semplice piano strategico e sta diventando il modo con cui Renault opera". Il gruppo "si sta trasformando" e "la nostra strategia elettrica ci dà ragione e fa di Renault la seconda marca automobilistica d'Europa". Nei primi 6 mesi dell'anno il piano strategico di Renault "orientato alla crescita", secondo Provost, sta già dando "i suoi primi risultati tangibili" grazie al "forte impulso dei nuovi prodotti". Tra questi la Twingo elettrica che ha avuto una "partenza esplosiva", ma anche il successo della Clio 6 in Europa, della Boreal e della Dacia Duster, nei mercati extraeuropei, e della supersportiva A 390. Un impulso, quello dei nuovi prodotti, che secondo Provost "accelererà nel secondo semestre con il lancio della Renault Niagara per i mercati internazionali, della nuova Renault Megane E-Tech, delle Dacia Striker, Sandero Hev e della nuova Spring, mentre la produzione del Trafic E-Van, il primo veicolo europeo 'software defined' (gestito da software, ndr) inizierà entro la fine dell'anno". Il piano 'futureReady' è "attivo" in tutto quello che fa oggi il gruppo e consentirà di trasformare Renault "da una storia di successo a un sistema di successo". Un sistema che coinvolge l'intera organizzazione ingegneristica della Losanga, "velocizzando le decisioni da prendere". Provost sottolina che "la capacità di sviluppare un nuovo veicolo in 2 anni sta diventando il nostro nuovo standard operativo". "Grazie a un'esecuzione disciplinata del piano - evidenzia - abbiamo raggiunto i nostri obiettivi di riduzione dei costi nel primo semestre nell'attuale contesto sfidante per il settore e la forza dei nostri fondamentali ci consente di realizzare una profittabilità e una generazione di cassa robusta investendo nel contempo nella crescita futura". "La qualità dei nostri risultati - conclude il numero uno di Renault - insieme al piano di lancio di nuovi prodotti ci consente di essere fiduciosi di poter confermare le nostre stime di fine anno". Il margine operativo, già arrivato al 5,2% dei ricavi, si porterà al 5,5% a fine anno, con una generazione di cassa del settore auto di 1 miliardo.