Riportare l’Italia ai Mondiali, ovviamente. Riavvicinare i tifosi alla Nazionale, ovviamente. Soprattutto, però, ricostruire il percorso che accompagna i giovani fino alla squadra maggiore. Sono questi gli obiettivi indicati da Claudio Ranieri nella conferenza stampa di presentazione come nuovo direttore tecnico azzurro, al fianco del presidente della Figc Giovanni Malagò e del nuovo commissario tecnico Roberto Mancini.
“Per me questa scelta è il coronamento di una carriera. Ero al mare quando il presidente mi ha chiamato e non ho avuto dubbi nell’accettare”, ha raccontato Ranieri. Che ha messo subito sul piatto il suo curriculum: “Difficoltà? La mia storia la dice lunga su quante difficoltà ho affrontato”. Poi però il tecnico romano ha scelto di andare subito dentro i problemi che dovrà affrontare: “Sono molto felice, vorrei riportare l’amore nei tifosi della Nazionale. Vorrei far vedere ai bambini la nostra Italia ai Mondiali. Bisogna capire come far uscire tanti giocatori: il salto dall’Under 21 è quello più difficile“.
Il nuovo direttore tecnico ha concentrato buona parte del suo intervento sul lavoro da compiere nei settori giovanili. Per Ranieri, i risultati ottenuti dalle selezioni azzurre non devono nascondere i problemi nella formazione individuale dei calciatori: “Ci sono tanti ragazzi su cui lavorare e che meritano di giocare. Vinciamo nelle giovanili perché abbiamo un’attenzione tattica diversa dal resto d’Europa. Bisogna però lavorare sulla tecnica, sui ragazzi e sulla loro crescita“. Poi un altro tema centrale, quello dell’utilizzo dei giovani italiani da parte dei club di Serie A: “Mi auguro che tutte le componenti lavorino in modo da permettere l’utilizzo di più italiani nei club così da far avere più scelta al commissario tecnico”.










