(ANSA) - PESCARA, 29 LUG - Una paratiroidectomia subtotale su un paziente affetto da iperparatiroidismo secondario, utilizzando il verde di indocianina in associazione a una telecamera a raggi infrarossi, metodica che rappresenta la prima applicazione in Abruzzo. E' l'intervento eseguito nei giorni scorsi all'ospedale di Penne dall'équipe della Uosd di Chirurgia generale, sotto la responsabilità di Nicola Pitrelli. A darne notizia è la Asl di Pescara. Il paziente, di 61 anni e in trattamento dialitico, presentava valori di paratormone superiori di oltre dieci volte ai limiti di normalità. L'intervento, durato circa due ore, si è concluso con successo e il paziente è stato dimesso in seconda giornata post-operatoria con valori dell'ormone rientrati nella norma. L'iperparatiroidismo secondario, ricorda l'azienda sanitaria, è una delle complicanze più frequenti nei pazienti affetti da insufficienza renale cronica. Si stima che interessi circa il 50% delle persone sottoposte a dialisi. Quando la terapia farmacologica non è più sufficiente, diventa necessario ricorrere alla paratiroidectomia subtotale, intervento chirurgico particolarmente delicato. Per individuare le ghiandole paratiroidi, procedura generalmente complessa, durante l'intervento è stato somministrato il verde di indocianina, un colorante fluorescente che, osservato attraverso una telecamera a raggi infrarossi, facilita l'identificazione tra i tessuti del collo. "Questa metodica ci permette di individuare con maggiore precisione le paratiroidi durante l'intervento, riducendo i tempi operatori, migliorando i risultati chirurgici e diminuendo il rischio di insuccesso - spiega Nicola Pitrelli, responsabile della Uosd di Chirurgia dell'ospedale di Penne - Un ulteriore vantaggio è rappresentato dal fatto che utilizza apparecchiature già presenti nelle nostre sale operatorie, acquisite nell'ambito del programma di ammodernamento tecnologico promosso dalla Asl di Pescara, senza richiedere nuove dotazioni dedicate". Il nuovo approccio, sottolinea la Asl, si inserisce in un percorso di innovazione tecnologica che la Uosd di Chirurgia porta avanti da diversi anni nel campo della chirurgia endocrina. L'intervento è stato eseguito da Pitrelli, da Francesco Mascioli e dalla Alessandra Buffone, con l'assistenza anestesiologica di Tiziana Bracalente e il supporto dell'équipe infermieristica delle sale operatorie. (ANSA).