Milano, 29 luglio 2026 – Il 28 aprile del 2026 due imprenditori di 34 e 60 anni sono stati condannati a 2 anni e 6 mesi e a 2 anni e 2 mesi perché, come emerso nel novembre del 2024 con la chiusura delle indagini, condotte dal Ros dei carabinieri e coordinate dal pm Alessandro Gobbis, si sarebbero messi a disposizione, anche in cambio di criptovalute, per una presunta attività di "spionaggio" per l'intelligence russa, senza tuttavia raggiungere obiettivi concreti. Ora sono state pubblicate le motivazioni delle condanne.
Le motivazioni
La "strategia di penetrazione" dei "servizi di spionaggio della Federazione Russa" per acquisire dati "sensibili" non ha come obiettivi solo "soggetti già inseriti negli apparati militari o di sicurezza dei Paesi rivali", ma anche "semplici cittadini corrompibili che, dietro compenso, possono fornire la propria collaborazione a seconda delle contingenze dei servizi russi". Così la gup di Milano Angela Minerva nelle motivazioni della sentenza.
I due avrebbero, però, effettuato un'intensa attività di "dossieraggio", sempre per conto dei russi, ai danni di un imprenditore nel settore dei droni, come ricostruito passo passo nelle motivazioni. I due, sempre per l'intelligence russa con cui erano entrati in contatto su Telegram, avrebbero pure proposto a cooperative di taxi di Milano un "business plan" che prevedeva l'installazione a titolo gratuito di "dash cam", piccole videocamere da cruscotto.






