TREVISO - «Non volevo farle del male. Era la prima volta che litigavamo così. Mi dispiace di aver appiccato l'incendio. Ho anche insistito per farla uscire quando il fuoco era divampato e non si poteva più fermare». Si è difeso così, davanti al gip di Treviso Carlo Colombo, il 55enne trevigiano finito in manette la sera dello scorso sabato con l'accusa di aver appiccato un incendio in via Castaldi al culmine di un acceso litigIo con l'ex fidanzata. All'uomo la Procura contesta nello specifico le ipotesi di reato di incendio doloso, con l'accusa di aver appunto dato fuoco al materasso nella camera della casa dove viveva con l'ex compagna anche dopo la rottura, e di lesioni per uno schiaffo che avrebbe tirato alla donna nel corso della lite.

Ieri, in tribunale a Treviso, si è tenuta l'udienza di convalida dell'arresto (l'uomo, fino a ieri, si trovava agli arresti domiciliari a casa del fratello). Al termine, il gip, accogliendo la richiesta del pubblico ministero Giulio Caprarola, ha disposto nei confronti del 55enne (difeso dall'avvocato Marta Camarotto) l'obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria. L'uomo, con tutta probabilità, opterà per un rito alternativo. Verosimilmente un patteggiamento. O, in alternativa, chiederà di venire giudicato con rito abbreviato.Incendio doloso nella palazzina, i vicini eroi: «Lei urlava, siamo entrati in casa e li abbiamo trascinati fuori» La confessione Il 55enne, agli inquirenti e davanti al giudice, ha ammesso di aver appiccato lui il fuoco e si è scusato per quanto fatto. «È stato collaborativo» sottolinea la difesa. «Sì, è vero, ho causato io l'incendio ma non volevo fare del male alla mia ex. Non avevamo mai litigato così prima - si è giustificato davanti al giudice -. Dopo che le fiamme sono divampate, l'ho anche esortata a uscire. Lei si ostinava a cercare di spegnere il rogo ma ormai era troppo tardi. Continuavo a ripeterle che dovevamo andarcene». Tutto, appunto, era nato da una lite degenerata, complice, con tutta probabilità, anche l'alcol, stando a quanto dichiarato dall'uomo in aula.Incendio nella canna fumaria di una pizzeria nel sestiere San Marco, evacuati tutti i clienti e l'albergo vicino Il rogo La colonna di fumo nero che si era alzata sull'orizzonte, nella zona vicina alla stazione, era stata vista a chilometri di distanza. Ha impressionato al punto da venire immortalata in varie immagini subito riversate sui social. Il forte odore di bruciato, soprattutto all'inizio, è stata talmente intenso da essere avvertito in tutto il centro storico e fino alle Mura dove si stava svolgendo la serata finale di Suoni di Marca. In molti hanno anche avvertito bruciore agli occhi. Tantissime le telefonate di allarme arrivate alle centrali operative delle forze dell'ordine, della polizia locale e dei vigili del fuoco. L'incendio è durato poco ma è stato particolarmente violento.La palazzina era stata subito evacuata. La donna era rimasta intossicata e portata in ambulanza al pronto soccorso. Sul posto erano intervenuti immediatamente in forze i vigili del fuoco. Che, dopo aver spento le fiamme, hanno controllato se nella palazzina vi fossero altri possibili pericoli. La zona era stata transennata per garantire la sicurezza. Sul posto erano intervenute tre volanti della questura oltre a una pattuglia della polizia locale. Erano stati proprio gli agenti della polizia di Stato a trarre in arresto il 55enne con l'accusa, appunto, di aver appiccato l'incendio.