Trecentootto tigri in più nell’arco di sedici anni. La nuova stima pubblicata oggi dal Governo del Nepal porta a 429 il numero degli esemplari presenti nel Paese, rispetto ai 121 censiti nel 2010: uno dei più importanti successi globali nel recupero di una specie in pericolo.

Alla crescita hanno contribuito investimenti continuativi nella tutela degli habitat, nel monitoraggio e nella prevenzione dei conflitti con le persone che vivono nei territori frequentati dalle tigri. Nel Terai, il Wwf e i suoi partner hanno sostenuto oltre 5mila famiglie attraverso recinzioni protettive, ricoveri più sicuri per il bestiame e barriere dissuasive.

I sistemi di allerta precoce gestiti dalle comunità hanno già trasmesso più di un milione di segnalazioni sulla presenza di fauna selvatica. Programmi assicurativi e aiuti economici sono intervenuti invece per compensare le perdite di bestiame e i danni materiali. Le comunità locali e i Popoli indigeni hanno così un ruolo diretto nella conservazione della tigre e nella gestione dei rischi legati alla sua presenza.

«La straordinaria ripresa delle tigri in Nepal dimostra che azioni di conservazione costanti e mirate portano a risultati concreti. Ora dobbiamo accelerare gli sforzi per mantenere questo slancio, collaborando con le comunità locali e garantendo un futuro in cui persone e tigri possano coesistere in sicurezza», afferma Stuart Chapman, responsabile della Wwf Tigers Alive Initiative.