Può tirare un sospiro di sollievo la Juve Stabia, anche la Serie B: non ci saranno scossoni ancora prima dell’inizio della stagione, perché la partecipazione dei campani al prossimo campionato non dovrebbe essere a rischio. Nemmeno dopo l’indagine che ha coinvolto la nuova proprietà delle Vespe e l’esposto del Bari di Luigi e Aurelio De Laurentiis, che speravano in una possibile riammissione. Nel documento – un paio di pagine inviate alla Procura della Figc e girate per competenza alla “Commissione indipendente per la verifica dell’equilibrio economico e finanziario delle società sportive professionistiche” il nuovo organismo statale creato al posto della ex Covisoc e presieduto da Massimiliano Atelli – i biancorossi chiedevano di verificare la regolarità dell’iscrizione. Tutto in regola, a quanto risulta al Fatto.
La vicenda è abbastanza paradossale perché è stata proprio l’autorità a traghettare la squadra campana nelle mani della proprietà adesso finita nel mirino della Procura. Nell’ottobre 2025, la Juve Stabia è stata posta in amministrazione giudiziaria dalla Procura di Napoli per presunte infiltrazioni della camorra. Le indagini avevano rilevato il controllo capillare del clan D’Alessandro su settori chiave come biglietteria, steward e sicurezza. Dopo mesi di gestione commissariale per bonificare l’ambiente, il club ha necessitato di un solido aumento di capitale per iscriversi alla Serie B. Così a giugno 2026, l’imprenditore Alfredo Guerri (tramite la sua società Domus S.r.l., già sponsor del club) ha presentato l’offerta decisiva. Il Tribunale di Napoli ha quindi approvato l’operazione di ricapitalizzazione, sancendo il passaggio alla nuova proprietà. Che quindi in teoria avrebbe dovuto essere sicura e garantita. Invece nemmeno un mese dopo è arrivato come un fulmine a ciel sereno lo scandalo dell’inchiesta della Procura di Napoli Nord (Caserta) sulla presunta truffa del superbonus.






