Ospite del video podcast di Luca Zaia, il cardinale racconta la sua vita e la sua esperienza religiosa
«Non possiamo accettare che la guerra torni a essere il modo con cui si risolvono i conflitti. Non è un modo per dialogare e non dobbiamo proprio accettarlo. Dovremmo parlare più di disarmo che di riarmo e, soprattutto, non cedere a quell’assuefazione per cui ci si abitua all’idea che l’unico modo per risolvere le cose siano le armi». È con questo monito potente e diretto che il cardinale Matteo Maria Zuppi, Presidente della CEI e Arcivescovo di Bologna, ha scandito uno dei passaggi più toccanti della lunga intervista rilasciata a Luca Zaia all’interno del suo video podcast Il fienile. Seduto tra le balle di fieno, il prelato ha ripercorso la sua vita, intrecciando i ricordi personali con le grandi questioni sociali ed etiche della nostra epoca.
Dalle periferie di Roma al servizio del mondo
Cresciuto in una famiglia numerosa e unita – sotto la guida fermissima ma affettuosa della madre Carla e del padre Enrico -, Zuppi porta con sé i ricordi di un’infanzia semplice e radicata nei valori essenziali. È tra i banchi del liceo Virgilio di Roma che si intrecciano le strade della sua vita: dall’amicizia con David Sassoli fino all’incontro fondamentale con Andrea Riccardi e la Comunità di Sant’Egidio.









