Transport for London, l’ente pubblico che gestisce gran parte del sistema dei trasporti di Londra, ha chiesto circa un miliardo di sterline ad alcune delle più grandi case automobilistiche, accusandole di aver manipolato i dati sulle emissioni diesel, permettendo così agli automobilisti di accedere – senza pagare – alla zona a basse emissioni della capitale britannica. E così, come riporta il Financial Times, per i presunti mancati incassi della Ultra low emission zone (Ulez), Transport for London ha chiesto circa un miliardo di sterline. Nei giorni scorsi, durante un’udienza preliminare, l’Alta Corte di Londra ha ascoltato le accuse di “frode e negligenza” contro gruppi come Stellantis, BMW, Jaguar Land Rover e Nissan. La vicenda è legata però, a doppio filo, alla causa con cui 1,6 milioni di automobilisti, rappresentati dallo studio Leigh Day, hanno citato in giudizio i produttori, accusandoli di aver manipolato i test sulle emissioni dei motori diesel con l’utilizzo di software per nascondere le reali emissioni nocive delle vetture. Una causa che, a sua volta, trae origine dalla sentenza della Corte Suprema del Regno Unito del 2020 sullo scandalo ‘Dieselgate’, in cui Volkswagen è stata ritenuta colpevole di aver utilizzato un software fraudolento per superare i test sulle emissioni di migliaia di veicoli diesel.
"Emissioni diesel nascoste": Londra chiede 1 miliardo a Stellantis e altre case automobilistiche
Transport for London, l’ente pubblico che gestisce gran parte del sistema dei trasporti, contesta che così gli automobilisti potevano accedere - senza pagare - alla zona a basse emissioni della capitale







