A tre giorni di distanza dall’entrata in vigore del nuovo taglio delle accise sul gasolio deciso la scorsa settimana dal governo molti, troppi, impianti di distribuzione non hanno ancora adeguato i loro listini. Lo denuncia in ministero delle Imprese che ha incaricato il Garante per la sorveglianza dei prezzi di trasmettere alla Guardia di Finanza l’elenco degli impianti che non hanno ancora applicato lo sconto di 17 centesimi disposto dal governo indicando anche le anomalie più significative rilevate. Ed in effetti, stando ai dati del Mimit aggiornati al 29 luglio, il prezzo medio praticato alla pompa per il gasolio è diminuito di appena 11 centesimi invece di 17, mentre risulta stabile il prezzo medio della benzina, prodotto che però non era interessato dal decreto entrato in vigore lunedì. Nello specifico il prezzo medio nazionale della benzina self rimane 1,986 euro/litro (come il 28 luglio) e quello del diesel self è 2,074 euro/litro (contro 2,180 del 28 luglio). Quanto agli ultimi movimenti degli operatori, Eni ha rincarato di tre centesimi il prezzo consigliato del diesel. Mentre martedì le quotazioni internazionali dei raffinati hanno chiuso stabili. Gli ultimi prezzi rilevati Venendo al dettaglio dei prezzi per compagnie e no logo, in base all’elaborazione di Quotidiano Energia dei dati comunicati dai gestori all’Osservaprezzi del Mimit aggiornati alle 8 di ieri 28 luglio, i prezzi medi della benzina in modalità self praticati dalle compagnie sono tra 1,983 e 2,002 euro/litro (no logo 1,987). Per il diesel, i prezzi medi self praticati dalle compagnie si collocano tra 2,116 e 2,220 euro/litro (no logo 2,201). Sul servito per la benzina gli impianti colorati presentano prezzi medi tra 2,070 e 2,183 euro/litro (no logo 2,040). Sul diesel servito i punti vendita delle compagnie hanno prezzi medi compresi tra 2,274 e 2,383 euro/litro (no logo 2,255). La segnalazione alla Guardia di finanza degli impianti che non hanno ribassato i prezzi, segnala il Mimit in una nota, «è effettuata ai sensi del regime speciale di controllo introdotto dal decreto-legge approvato a marzo dal Consiglio dei ministri», decreto in base al quale poi «gli esiti degli accertamenti della Gdf, corredati da un rapporto di analisi, saranno trasmessi dal Garante all’autorità giudiziaria. L’Unc: è un film già visto «Che il gasolio sarebbe rimasto sopra i 2 euro lo avevamo detto subito, era matematicamente certo, ma che dopo 2 giorni dal taglio di 14 cent di accise, 17,08 con Iva al 22%, non scendesse nemmeno sotto i 2,1 euro, è il colmo» denuncia il presidente dell'Unione Nazionale Consumatori Massimiliano Dona. Quanto al comunicato del Mimit «purtroppo è un film già visto. E’ la fotocopia sbiadita di quello del 21 marzo 2026, quando si annunciò la stessa cosa, peccato che poi non sia successo praticamente nulla, salvo qualche irrisoria sanzione per irregolarità amministrative, come la mancata comunicazione dei prezzi al ministero». Secondo Dona «o si cambia la normativa, in modo serio, come chiediamo di fare ogni anno, in occasione della legge sulla concorrenza, oppure non succederà nulla. Si illudono solo i consumatori che possa accadere qualcosa e si sposta l’attenzione rispetto al fatto che la benzina si vende ancora sopra 2 euro in autostrada, con un prezzo superiore a tutti quelli registrati dopo lo scoppio della guerra in Iran». Il Codacons attiva le Procure Il Codacons, invece, ha chiesto al Garante per la sorveglianza dei prezzi copia delle informazioni fornite alla Guardia di finanza «allo scopo di attivare le dovute azioni legali a tutela dei consumatori italiani e nell'esclusivo interesse degli automobilisti danneggiati» presentando «le dovute denunce penali alle Procure della Repubblica competenti, affinché siano accertate le responsabilità alla luce delle possibili fattispecie di truffa aggravata e manovre speculative». Secondo il Codacons, infatti, «il mancato ribasso dei prezzi, oltre a rappresentare una palese violazione dei decreti emanati dal governo, produce danni economici abnormi ai cittadini, in un periodo in cui aumentano i rifornimenti di carburante legati agli spostamenti estivi degli italiani».