“La libertà non è un bene che si possiede una volta per tutte. È un esercizio quotidiano, una vigilanza ininterrotta”. Lo scrive Joyce Lussu in “Fronti e frontiere”, pubblicato nella prima versione nel 1945. C’è l’orizzonte di Joyce, la sua vita in un momento storico tumultuoso, attraversato da totalitarismi che devastano le libertà e provocano crimini orrendi. C’è la descrizione dell'occupazione di Parigi nel 1940, con il richiamo al “passo dell'oca” per evocare la marcia dei soldati nazisti. Una disumanizzante potenza militare: “Robusti maschi addestrati al passo dell'oca, col fragore dei cingoli [...] pronti ad ammazzare, a consegnare gli inermi ai torturatori”.
Alessia Farci ha scelto la poetessa e combattente per la libertà per la sua tesi di laurea che ora è diventata un libro pubblicato dalla casa editrice Il Maestrale: “Resistenze letterarie, Joyce Lussu tra Fronti e frontiere". Alessia Farci, 26 anni, nata a Decimomannu, si è laureata in Beni culturali e spettacolo e in Filologia e letterature classiche e moderne. Ha collaborato con la Fondazione Enrico Berlinguer condividendo con altri studiosi un saggio dedicato al leader del Pci.
Percorso umano e politico
«Quando si scopre la storia di Joyce, la cui vita è strettamente legata per affinità di sentimenti e idee a quella di Emilio Lussu, è impossibile non rimanerne affascinati. Il suo percorso umano e politico rappresenta ancora oggi un esempio di impegno civile, libertà, militanza e partecipazione democratica», afferma la ricercatrice che ha conosciuto la “Sibilla” raccontata da Silvia Ballestra attraverso lo spettacolo “Un irresistibile miraggio del mondo” scritto da Paola Soriga. «Da quel momento - chiarisce - ho deciso di cambiare completamente il tema della mia tesi per approfondire la vita e l’opera di una donna molto attuale per i suoi pensieri lungimiranti e per i valori che ha sempre difeso». “Resistenze Letterarie. Joyce Lussu tra Fronti e frontiere” è il frutto di oltre un anno di ricerche.









