Seconda tranche dell’inchiesta della Dda di Bari sulla banda cerignolana dedida agli assalti ai portavalori. Nello specifico si tratta dell’inchiesta per l’assalto al portavalori della Battistolli a Toritto e per il furto di quattro autobus avvenuto ad Ostuni e da utilizzare per sbarrare la strada ad automobilisti e forze dell’ordine in nuovi assalti a portavalori che richiamano come sempre l’adozione di tecniche paramilitari.

Il Gip di Bari, accogliendo parzialmente le richieste del pm, ha disposto il carcere per due degli indagati: Antonio Braschi, 48 anni, accusato di associazione per delinquere, concorso nel possesso illegale di due pistole, ricettazione di due auto rinvenute in un garage di Ordona e furto di veicoli a Canosa, e Giuseppe Da Bellonio, 45 anni, accusato di associazione per delinquere e concorso nella ricettazione di quattro autobus della Stp di Brindisi.

Ordinanza di custodia ma con arresti domiciliari per Alberto Macchiarulo, 42 anni, indagato per ricettazione di due auto e furto di altri due veicoli.

Obbligo di dimora per Francesco Gaeta, cinquantenne di Orta Nova, accusato di concorso nella ricettazione delle due vetture trovate nel garage di Ordona nel settembre 2025. Obbligo di firma in caserma infine per Pasquale Pio Barrasso, 41 anni, e Giustina Pollice, 33 anni. Questi ultimi due sono fratello e moglie del presunto capo, Biagio Barrasso detto Gino, quarantunenne, finito in carcere il 10 luglio, principale indagato dell’inchiesta in quanto ritenuto uno dei «professionisti» specializzati in assalti a blindati e caveau con tecniche paramilitari. Pasquale Pio Barrasso e Giustina Pollice sono indagati per concorso nel possesso illegale di una pistola e per falsa attestazione delle proprie generalità.