Dice di aver trovato l’arma in Salita Scudillo, nei pressi di un parco abbandonato dove non sarebbe difficile reperire pistole. Dice di aver sparato in aria non per mettere a segno una stesa, ma solo per allontanare da sé un pericolo incombente, rappresentato dall’inseguimento di alcuni ragazzi con cui aveva avuto una discussione e che circa un mese e mezzo prima gli avevano sparato addosso.

Dice di essersi consegnato alla polizia, seguendo il consiglio del suo avvocato (la penalista Carla Maruzzelli), dopo aver appreso del ferimento di un uomo in via San Sebastiano. Sono i punti cardine dell’interrogatorio di convalida del fermo che si è tenuto pochi minuti fa, oggi mercoledì 29 luglio, nel chiuso di una cella, al cospetto del gip Giovanniello. Inchiesta condotta dal pm Cristina Curatoli, sotto il coordinamento dell’aggiunto Sergio Amato, parla Giuseppe Muscariello, che deve difendersi dall’accusa di stesa aggravata dal fine e dal metodo mafioso.Sabato notte fece fuoco tra la folla, sparando in aria mentre era in sella a uno scooter, probabilmente per seminare alcuni aggressori: erano quelli del Cavone, con cui aveva discusso in un bar, dopo averli incontrati a distanza di un mese e mezzo da un precedente litigio. Una versione ora vaglio degli uomini della Mobile del primo dirigente Mario Grassia.