Beppe Grillo torna a parlare del Movimento 5 Stelle e lo fa con un duro attacco: «Ha perso la sua identità, soprattutto ha perso la sua diversità». In un lungo intervento pubblicato sul suo blog, il cofondatore ricostruisce la parabola del Movimento e accusa l’attuale classe dirigente – pur senza fare nomi – di essersi allontanata dalle ragioni che ne avevano accompagnato la nascita.

Secondo Grillo, il Movimento era nato dalla delusione verso un modello occidentale fondato sulla democrazia e sui diritti, ma sempre più condizionato dal capitalismo. «Le domande sono rimaste, le risposte sono scomparse», scrive, ricordando alcune delle battaglie originarie: reddito di cittadinanza, limite dei due mandati, restituzioni, democrazia diretta e transizione ecologica. Proposte che, sostiene, «sono diventate slogan da pronunciare nei convegni e dimenticate dopo il buffet».

Nel suo intervento Grillo affronta anche le questioni politiche che tengono banco in questi mesi: immigrazione, lavoro, sanità, tecnologia e partecipazione. Sul tema dei flussi migratori denuncia una politica incapace di governare il fenomeno. «Da una parte si grida all’invasione, dall’altra si finge che il problema non esista». Il rischio, avverte, è che la paura spinga i cittadini verso modelli autoritari: «Quando la democrazia smette di rispondere, arriva qualcuno che promette di farlo al suo posto. A volte indossa una divisa, altre volte controlla un algoritmo».