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«Il MoVimento 5 Stelle ha perso la sua identità, soprattutto ha perso la sua 'diversità'». Comincia così il lungo post con cui Beppe Grillo, dopo un lungo silenzio, torna a occuparsi – in modo fortemente critico – del Movimento che ha fondato. Il titolo dell'intervento pubblicato sul suo blog: «Si sono montati la testa senza leggere le istruzioni». Eppure, scrive Grillo, «il MoVimento era nato da un sentimento popolare che continua a esistere, anche se chi avrebbe dovuto rappresentarlo ha smesso di ascoltarlo…».Le proposte «dimenticate dopo il buffet»
Il fondatore rivendica le «risposte» che il Movimento delle origini aveva provato a dare: «Distribuire il reddito, cambiare la classe dirigente, coinvolgere i cittadini nelle decisioni e programmare il futuro invece di amministrare la prossima elezione». Poi l'affondo: «Le avevamo chiamate reddito di cittadinanza, limite dei due mandati, restituzioni, democrazia diretta e transizione ecologica; proposte che, con il tempo, sono diventate slogan da pronunciare nei convegni e dimenticate dopo il buffet».
Dall'immigrazione all'intelligenza artificiale
Il post allarga poi lo sguardo alla «crisi del modello occidentale». Sull'immigrazione, Grillo scrive che il disagio, «quando i flussi vengono lasciati senza governo e senza integrazione, è il sintomo di una malattia che la politica preferisce usare anziché curare. Da una parte si grida all'invasione, dall'altra si finge che il problema non esista». E avverte: «Quando la democrazia smette di rispondere, arriva qualcuno che promette di farlo al suo posto, a volte indossa una divisa, altre volte controlla un algoritmo».Ampio spazio è dedicato all'intelligenza artificiale: «Se una parte delle attività sarà svolta da intelligenze artificiali e robot, chi riceverà la ricchezza prodotta?», si chiede Grillo, che rilancia il reddito universale: «Che comincino a finanziarlo coloro che guadagnano dall'automazione. Non si può privatizzare il futuro e distribuire la disperazione!». Tra i temi toccati anche la sanità («La tecnologia servirà a curare le persone oppure a scegliere quelle considerate convenienti?»), il «capitalismo della sorveglianza» e la democrazia diretta: «La tecnologia potrebbe permettere una partecipazione continua dei cittadini».










