Non dalla sola miscela dipende la qualità di un espresso all’italiana e nemmeno dalla macinatura, dalla macchina o dalla manutenzione tout court. A fare la differenza è sempre la ‘mano’ ovvero l'insieme di competenze, esperienza e sensibilità di chi il caffè lo prepara, che si tratti di un barista professionista o di un appassionato. Al punto che quasi otto italiani su dieci (76,6%) mostrano interesse per una cultura domestica del caffè più evoluta. A rilevarlo è uno studio realizzato nel mese di giugno 2026 da parte di AstraRicerche per lo specialista delle macchine espresso La Pavoni che ha coinvolto un campione di 1.006 italiani dai 18 anni d’età in su.

In particolare, quasi un consumatore su due (49,8%) si ritrova già, seppur con diversi livelli di esperienza, nel ruolo di ‘home barista’. E se il 16,2% degli intervistati si considera addirittura esperto dedito ormai alla sperimentazione, il 33,6% si definisce appassionato e desideroso di migliorare mentre il 26,8% vuole capirci di più. L’interesse crescente per apprendere i segreti del mestiere registrato negli ultimi tre anni coincide, peraltro, con il calo delle occasioni di consumo dell’espresso al bar (-28,4%) e l’aumento progressivo di quelle in ambito domestico (+25,2%).