Assunzioni in aumento rispetto al 2025 grazie soprattutto ai contratti di breve durata. Questo il quadro che emerge per il Veneziano dall'ultima Bussola di Veneto Lavoro, strumento che analizza l'andamento occupazionale mensile suddiviso settore per settore. I primi sei mesi dell'anno delineano un trend positivo in continua ascesa dal 2024: l'ex provincia di Venezia si conferma il territorio con i numeri migliori a livello regionale. Le assunzioni nella Città Metropolitana di Venezia, nel semestre, hanno raggiunto quota 107.932, in crescita di quasi l'8% rispetto alle 99.980 dello stesso periodo del 2025: è tra gli incrementi più marcati del Veneto. Meglio ancora di quanto registrato due anni fa, quando le entrate si attestarono a 98.316. Il saldo occupazionale, sempre nel Veneziano, si attesta a +37.868 posizioni di lavoro, il più elevato tra tutte le province venete, seppur in lievissima flessione rispetto ai +38.039 del 2025. Sul secondo gradino del podio segue il Veronese.

IL DATO MENSILE Nel solo mese di giugno il bilancio del territorio metropolitano resta positivo (+7.572), ma in rallentamento rispetto ai +8.707 del giugno 2025, con assunzioni in leggero calo (19.482 contro 20.092). La forte crescita delle attivazioni è trainata in modo significativo dai contratti di breve e brevissima durata legati alle produzioni cinematografiche sul territorio e, più in generale, dal peso del turismo e dei servizi correlati. Si tratta di attività caratterizzate da stagionalità e da rapporti a termine. Non a caso, a livello regionale il segno positivo del semestre è sostenuto quasi interamente dal tempo determinato (+61.900), mentre il tempo indeterminato cresce meno dell'anno scorso (+13.000, contro i +16.900 del 2025). Resta inoltre elevata l'incidenza del part-time, particolarmente sulle donne (46,4% delle assunzioni femminili). Il tutto in un contesto regionale che continua a segnare uno dei tassi di disoccupazione più bassi d'Italia, intorno al 3%. I SETTORI IN CRESCITA In Veneto il saldo del lavoro dipendente privato relativo al primo semestre del 2026 si mantiene positivo (+76.500 posizioni di lavoro) e più favorevole di quello registrato nel 2025 (+75.400), grazie soprattutto ai risultati osservati a marzo. La domanda di lavoro nel periodo risulta in aumento (+3%), così come le cessazioni contrattuali (+4%); su entrambe le dinamiche incide tuttavia anche il marcato incremento dei rapporti di brevissima durata. L'ultimo mese considerato mostra un bilancio occupazionale positivo (+17.600) e leggermente al di sotto di quello registrato a giugno 2025 (+17.900), per via di una minima contrazione delle assunzioni accompagnata da un marginale incremento delle cessazioni. Dal punto di vista settoriale i dati del primo semestre del 2026 mostrano bilanci occupazionali positivi in tutti e tre i macro-settori. L'agricoltura registra nel periodo un saldo (+9.200) superiore a quello del 2025 (+7.400), grazie al calo delle cessazioni (-4%) e a un leggero aumento delle assunzioni. In riferimento al macro-settore industriale comprensivo delle costruzioni, nei primi sei mesi dell'anno si osserva un ridimensionamento della crescita occupazionale (+9.000 rispetto a +9.600 dello stesso periodo dell'anno precedente). Nel terziario, il mese di giugno registra un rallentamento della crescita occupazionale (+13.100 unità, contro +14.600 nel 2025), che interessa in particolare i servizi turistici e contribuisce al marginale ridimensionamento del bilancio complessivo del macro-settore nel semestre (+58.200). Con riferimento alle principali caratteristiche socio-anagrafiche, il bilancio occupazionale del primo semestre del 2026, positivo per tutte le componenti, risulta in crescita sullo stesso periodo del 2025 soprattutto per gli stranieri; gli italiani registrano invece un saldo più contenuto rispetto all'anno precedente.