I servizi segreti russi hanno emesso un mandato di cattura internazionale contro il Ceo dell'app, in Francia dal 2024I servizi segreti russi hanno emesso un mandato di cattura internazionale contro il Ceo dell'app, in Francia dal 2024Il Servizio di sicurezza federale russo (Fsb) ha annunciato di aver emesso un mandato di cattura internazionale per Pavel Durov, fondatore e Ceo di Telegram, con l'accusa di "complicità nel terrorismo". Il comunicato, ripreso dalle agenzie di stampa russe, parla di un procedimento penale aperto contro "il capo dell'amministrazione di Telegram", precisando che l'imprenditore - nato in Russia, con passaporto francese ed emiratino - si trova attualmente in Francia. Secondo quanto riportato da Rossiyskaya Gazeta e Interfax, l'accusa si basa sul mancato oscuramento di canali e bot che sarebbero stati usati, dal 2022 in avanti, per coordinare oltre 153 mila reati sul territorio russo: dal terrorismo al sabotaggio, fino alle truffe informatiche. I servizi di Mosca sostengono inoltre che l'app sia stata sfruttata dall'intelligence ucraina per pianificare attentati.Gli scontri tra Durov e il CremlinoNato a Leningrado nel 1984 e cresciuto in parte a Torino, dove il padre insegnava filologia classica, Durov fondò nel 2006 VKontakte (VK), diventato in pochi anni il social network più usato in Russia. Il successo del social made in Russia aveva già all'epoca attirato l'attenzione del Cremlino, preoccupato per il ruolo della piattaforma nelle proteste di opposizione. Nel 2014 Durov si era rifiutato di consegnare all'Fsb i dati di attivisti russi e ucraini pro-europei che usavano VK per organizzarsi durante le proteste di Euromaidan. Il braccio di ferro all'epoca si concluse con la cessione forzata delle sue quote a soggetti vicini al governo e con la sua partenza dalla Russia. L'inizio di un lungo pellegrinaggio tra Berlino, Singapore e Dubai, dove aveva intanto lanciato Telegram.Il conflitto si riaccese quando Mosca aveva chiesto a Telegram, in base alla legge Yarovaya, di consegnare le chiavi di decrittazione delle comunicazioni cifrate. Durov si oppose ancora una volta, sostenendo che l'architettura dell'app rendesse la richiesta inapplicabile per le chat segrete. Nel 2018 un tribunale di Mosca ordinò il blocco della piattaforma, rivelatosi però un fiasco: milioni di utenti russi avevano continuato a usarla eludendo i filtri, e nel 2020 le autorità abbandonarono la battaglia, lasciando Telegram operativo. Da allora l'app è diventata lo strumento di comunicazione più usato in Russia sia dal governo che dall'opposizione, e - dopo l'invasione dell'Ucraina nel 2022 - il principale canale non controllato direttamente dal Cremlino attraverso cui filtrano notizie, propaganda e materiale dal fronte da entrambe le parti.L'arresto in FranciaIl 24 agosto 2024 Durov è stato arrestato all'aeroporto parigino di Le Bourget, appena sbarcato dal suo jet privato. La procura di Parigi gli aveva notificato dodici capi d'imputazione legati alla presunta complicità in reati commessi da altri utenti sulla piattaforma - pedopornografia, narcotraffico, truffe, diffusione di strumenti di hacking - per non aver moderato i contenuti né risposto alle richieste della magistratura: secondo gli inquirenti francesi, in undici anni la gendarmeria aveva contato 2.460 richieste rimaste senza riscontro. Rilasciato dopo quattro giorni su cauzione di 5 milioni di euro, Durov era stato sottoposto all'obbligo di firma e al divieto di lasciare la Francia, revocato solo nel luglio 2025, mentre l'inchiesta resta ancora aperta. Il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, aveva insinuato che si trattasse di un caso "politico" in assenza di prove solide, mentre l'ex presidente russo Dmitry Medvedev aveva ironizzato sul fatto che Durov avesse lasciato la Russia credendo di potersi reinventare "cittadino del mondo". Elon Musk e altri imprenditori avevano invece parlato di un attacco alla libertà di espressione. Parigi, dal suo canto, ha sempre negato qualsiasi movente politico.Se la Francia lo accusa di aver moderato troppo poco, Mosca lo accusa oggi di non aver rimosso contenuti scomodi al Cremlino. Il nuovo pressing è iniziato nei primi mesi del 2026, in coincidenza con il lancio di Max, l'app di messaggistica sviluppata dal gruppo VK - lo stesso social un tempo fondato da Durov - e sostenuta direttamente dallo Stato. A metà febbraio il capo dell'Fsb, Alexander Bortnikov, ha accusato pubblicamente Durov di anteporre i propri interessi economici alla sicurezza nazionale. Pochi giorni dopo è stata aperta una prima inchiesta penale per favoreggiamento del terrorismo, basata su un'accusa già nota: il rifiuto di Telegram di rimuovere circa 150 mila canali, chat e bot segnalati dalle autorità. Durov ha risposto accusando Mosca di aver fabbricato un pretesto per "reprimere il diritto alla privacy e alla libertà di parola". Il mandato di cattura porta a compimento quell'inchiesta. Durov si trova così in una posizione paradossale: ricercato in Russia per aver protetto troppo le comunicazioni dei suoi utenti, ancora sotto indagine in Francia per non averle controllate abbastanza.Tag LEGGI ANCHE L'E COMMUNITYEntra nella nostra community Whatsapp
Mosca chiede l'arresto di Durov per "complicità nel terrorismo": la lunga guerra tra il fondatore di Telegram e il Cremlino
I servizi segreti russi hanno emesso un mandato di cattura internazionale contro il Ceo dell'app, in Francia dal 2024










