Il giorno dei funerali di Lindsey Graham, l'inquilino della casa bianca ha incassato due incontri "positivi e produttivi" con i leader ucraino e israelianoIl giorno dei funerali di Lindsey Graham, l'inquilino della casa bianca ha incassato due incontri "positivi e produttivi" con i leader ucraino e israelianoDonald Trump ha chiuso la giornata di ieri con due foto e due frasi speculari, postate sul suo social Truth a distanza di pochi minuti l'una dall'altra. Sul primo faccia a faccia, con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky: "È stato un grande onore incontrare il presidente dell'Ucraina Zelensky. Sono stati discussi molti argomenti. L'incontro è andato molto bene!". Sul secondo, con il premier israeliano Benjamin Netanyahu, accompagnato dai segretari di Stato Marco Rubio, della Difesa Pete Hegseth e del Tesoro Scott Bessent: "Abbiamo avuto un ottimo incontro! Naturalmente, sono stati discussi molti argomenti importanti". Mentre la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha riassunto la giornata con una formula ancora più netta: entrambi gli incontri nello Studio Ovale sono stati "positivi e produttivi".I due colloqui, separati e consecutivi, sono avvenuti nel giorno dei funerali del senatore repubblicano Lindsey Graham, morto lo scorso 11 luglio, che aveva fatto da sponda politica sia a Kiev che a Tel Aviv e che proprio nelle sue ultime settimane di vita aveva lavorato al disegno di legge sulle sanzioni alla Russia oggi intitolato a lui. Il Senato ha votato l'avanzamento del provvedimento con 86 sì e 12 no, alla presenza di Zelensky, arrivato a Washington dopo un incontro al Campidoglio con oltre sessanta senatori bipartisan. Il presidente ucraino l'ha definito su X "un importante incontro", ringraziando per il sostegno "alla capacità dell'Ucraina di rispondere in modo giusto alla Russia" e specificando che il tema al centro della discussione era stato "la difesa antimissilistica balistica". Netanyahu, dal suo canto, ha usato parole quasi trionfali parlando a Fox News: "È stato fantastico. È stato uno dei migliori incontri che abbiamo avuto". E ha aggiunto, riferendosi a chi negli ultimi mesi aveva scommesso su un logoramento dell'alleanza tra Washington e Tel Aviv sul dossier Iran: "I nostri critici, che stavano cercando di trovare crepe nella nostra alleanza, hanno trovato un muro di granito". Il premier israeliano ha rivendicato un obiettivo condiviso con Trump, impedire a Teheran di dotarsi dell'arma nucleare, "raggiunto sia attraverso mezzi diplomatici sia con altri mezzi".L'evoluzione dei rapportiMa per il presidente ucraino i rapporti con Washington non sono sempre stati facili, anzi. Il 28 febbraio 2025 Zelensky era arrivato a Washington per firmare l'accordo sulle terre rare ucraine, condizionandolo però a "garanzie di sicurezza" concrete da parte americana per il periodo successivo a un eventuale cessate il fuoco. La richiesta aveva fatto degenerare l'incontro davanti alle telecamere. Trump aveva accusato il leader ucraino di essersi messo "in una pessima posizione" perché privo di "carte da giocare", gli aveva intimato di essere riconoscente per il sostegno ricevuto e lo aveva accusato di "giocare con la vita di milioni di persone" e con "la Terza Guerra Mondiale". Il vicepresidente JD Vance era intervenuto a sua volta, bollando come "irrispettoso" il comportamento di Zelensky nello Studio Ovale, a partire dall'outfit scelto dal presidente, che secondo Vance avrebbe dovuto prevedere un completo giacca e cravatta. Il presidente ucraino aveva lasciato la Casa Bianca senza firmare nulla: la conferenza stampa congiunta era stata cancellata, e Trump aveva chiuso la vicenda scrivendo che Zelensky aveva "mancato di rispetto agli Stati Uniti d'America nel loro amato Studio Ovale" e che sarebbe "potuto tornare quando" sarebbe stato "pronto per la pace".E se con Zelensky i rapporti sembrano essersi distesi, quelli con Netanyahu paiono piuttosto essersi raffreddati. Basti pensare che il 4 febbraio 2025, appena quattro giorni prima dello scontro con Zelensky, Trump aveva ospitato il premier israeliano - peraltro primo leader straniero a essere ricevuto alla Casa Bianca nel suo secondo mandato - e in conferenza stampa congiunta aveva annunciato che gli Stati Uniti avrebbero preso il controllo della Striscia di Gaza: "Avremo il controllo di Gaza, la possederemo", aveva detto, prospettando "una posizione di proprietà di lungo termine" e la ricostruzione dell'enclave come un resort di lusso, la cosiddetta "Riviera del Medio Oriente". Il piano prevedeva il trasferimento permanente di circa due milioni di palestinesi in altri Paesi. Netanyahu, all'epoca sotto pressione per la gestione della guerra a Gaza e con un mandato d'arresto della Corte penale internazionale pendente sul suo capo, aveva accolto la proposta come un'ancora di salvataggio, mentre la Lega Araba, l'Egitto e le Nazioni Unite l'avevano bollata come un progetto di pulizia etnica.Dopo l'appuntamento del febbraio 2025 Zelensky è tornato più volte alla Casa Bianca, l'ultima a dicembre a Mar-a-Lago per discutere di uno schema di pace con la Russia. Netanyahu, che secondo quanto riferiscono diversi media internazionali, tra cui il giornalista Jonathan Swan del New York Times (intervistato dal Corriere), aveva progressivamente irrigidito i rapporti con Trump negli ultimi mesi - complici le tensioni sulla gestione del fronte con Hezbollah in Libano - è arrivato ieri al suo settimo incontro con il presidente da quando questi è tornato al potere, il primo dopo l'avvio della guerra congiunta contro l'Iran. 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