Sono spesso in prima fila, ad ascoltarlo, quando lui parla da un palco. Da Torino a Palermo, passando per Milano e il Centro Italia. Col generale condividono la maggior parte delle idee, e poi quel cameratismo che si crea soltanto in caserma, o alla scuola per ufficiali: finanzieri, poliziotti, ex parà, militari e militari in congedo. Addirittura, generali di brigata. È l’esercito di Roberto Vannacci: membri delle forze dell’ordine e soldati che, in proporzione, coprono una fetta consistente dei 130mila iscritti a Futuro nazionale. Per molti di loro Vannacci rappresenta una speranza: parlano la stessa lingua, vedono gli accadimenti attraverso le stesse lenti. Non a caso, ai tempi del libro e dell’associazione Il mondo al contrario, Vannacci aveva dato ordine di creare lungo la Penisola “team” con “al massimo dieci persone e un referente”. Perché è così che si combatte “la guerra ibrida”. Da allora è nato FnV, con 1.300 comitati e con le prime nomine – non senza malumori – dei coordinatori regionali, e l’idea di piccoli gruppi, con una persona direttamente in contatto col leader, si è persa.

A mantenere i rapporti costanti con militari e forze dell’ordine è il noto avvocato Giorgio Carta, a capo dell’omonimo studio legale che “assiste solo gli appartenenti alle forze armate e di polizia e, tra questi, solo coloro che – a insindacabile giudizio del medesimo professionista – non si siano resi responsabili di fatti moralmente riprovevoli”. Piena tutela invece “ai servitori dello Stato che ogni giorno pongono a rischio la propria vita per il bene comune”. Carta è uno dei massimi specialisti del settore, difende militari e poliziotti da 30 anni e insegna Diritto militare nelle scuole dell’Arma dei carabinieri. Ed è forse per questo che Vannacci, dopo la pubblicazione del primo libro (e pure col secondo, che gli è costato un’ulteriore sospensione di 12 mesi, come rivelato da il Fatto Quotidiano), si è rivolto a lui per farsi assistere. E una volta fondato FnV lo ha nominato responsabile Sicurezza e Rapporti con le forze dell’ordine.