Negli ultimi due anni, la guerra in Ucraina è stata combattuta soprattutto con attacchi aerei. Droni tecnologicamente avanzati e in grado di coprire distanze sempre maggiori, missili ipersonici irrintracciabili dai sistemi di difesa e scudi protettivi sempre più efficaci sono stati i termini di paragone con i quali sono state giudicate le operazioni di Mosca e Kiev. Ma per ottenere nuove conquiste, l’unica carta di valore al tavolo negoziale, servono gli uomini che quei territori vadano ad occuparli. Così, con il numero dei morti al fronte che continua a crescere, Russia e Ucraina hanno sempre più bisogno di nuovi soldati da schierare contro il nemico. Mosca, che vuole evitare una nuova mobilitazione, rovista nelle proprie carceri e continua ad accogliere combattenti provenienti dai Paesi alleati, mentre Kiev prova a stanare i renitenti alla leva invocando, in parallelo, l’aiuto di Stati Uniti e Israele.

La Russia ha più ‘carne da cannone’

Dopo l’impopolare mobilitazione parziale ordinata nel settembre 2022, Mosca ha cercato altre strade per alimentare il flusso di combattenti verso il fronte ucraino. Putin ha la necessità di mantenere alta la pressione su Kiev ma, allo stesso tempo, evitare di provocare malumore tra la popolazione. Così, invece di continuare a ordinare nuovi reclutamenti di massa, ha deciso per il momento di percorrere altre due strade: quella degli incentivi economici e legali e quella del supporto militare straniero.