PIETRALUNGA – Una affascinante alchimia di storia, fede e tradizione. E’ il Palio della Mannaja di Pietralunga, che da 40 anni rallegra l’agosto dell’antico borgo. Lunedì scorso la presentazione del programma della festa, che si terrà dal 3 al 9 agosto, alla presenza del Vescovo di Città di Castello e Gubbio Mons. Luciano Paolucci Bedini e di. Mons. Paolo Giulietti, Arcivescovo di Lucca, giunto a Pietralunga in pellegrinaggio lungo la Via di Francesco insieme a un gruppo di pellegrini lucchesi.

Il legame tra il borgo altotiberino e Lucca affonda nella storia proprio a causa del Miracolo della Mannaja, avvenuto nel 1334 quando Giovanni di Lorenzo da Picardia, pellegrino, accusato a Pietralunga di omicidio e condannato a morte da innocente, si affidò al Volto Santo di Lucca che gli concesse la grazia della salvezza della vita. La mannaja che doveva tagliargli la testa è oggi conservata nella città toscana come ex voto e testimonianza di uno dei tre miracoli attribuiti al Volto Santo.

Il programma prevede giochi e sfide tra i borghi e i quartieri, spettacoli, iniziative culturali. Tra gli appuntamenti più attesi la Cena del Palio, durante la quale i pietralunghesi si ritrovano per condividere l’attesa della sfida finale. La domenica conclusiva – il 9 agosto - sarà il momento più intenso e spettacolare del Palio: I borghi e i quartieri si sfidano in un’entusiasmante Corsa al Biroccio, il carro che trasportava i condannati a morte verso la pubblica piazza e che oggi richiama simbolicamente il Miracolo della Mannaja.