HomeMonza BrianzaCronacaGrandi restauri in Duomo. Incontri ravvicinati con i Quadroni barocchiRestituiti i colori antichi al ciclo di tele sulle origini longobarde della Basilica. Per intervenire sulle dieci opere è stata utilizzata una piattaforma alta 16 metri.Restituiti i colori antichi al ciclo di tele sulle origini longobarde della Basilica. Per intervenire sulle dieci opere è stata utilizzata una piattaforma alta 16 metri.Ricevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciÈ terminato il primo intervento di tutela del patrimonio dei grandi quadri del Duomo. Il primo intervento ha coinvolto il ciclo pittorico dei Quadroni nel registro superiore della navata centrale, immediatamente sopra le arcate principali, dedicato alle origini longobarde della Basilica di San Giovanni, ad alcuni significativi episodi della storia della regina Teodolinda e alla Corona Ferrea. Dieci tele che rappresentano uno dei più importanti cicli pittorici del Barocco lombardo.
Le opere sono state eseguite in un arco cronologico compreso tra la fine del XVII e l’inizio del XVIII secolo (1697-1704 circa) dai maggiori esponenti del barocco. Tra questi Sebastiano Ricci, autore del quadrone “Fondazione della Basilica“, Filippo Abbiati (“Sogno di Teodolinda“, “Apparizione di Teodolinda e Santa Elisabetta al prete Francesco da Giussano“, “Apparizione del Battista a Gian Galeazzo Visconti“ e “Carlo V ricusa di ricevere la Corona Ferrea“), Andrea Porta, pittore della “Consegna del tesoro della Basilica“, Federico Bianchi col dipinto “Ambasciata di Gregorio Magno a Teodolinda“, Antonio Maria Ruggeri che realizzò con Bianchi il “Battesimo di Agilulfo“ e “San Carlo Borromeo riceve Enrico III“ e in autonomia “Incoronazione di un imperatore“.







