di
Anna Gandolfi
Chiuso il cantiere di cupola e tiburio, prima era toccato alla guglia maggiore e alla Madonnina: dal 2008 il profilo in quota della cattedrale era nascosto. All'interno gli operai hanno lavorato sospesi nel vuoto a 60 metri: le immagini del ponteggio «lungo» come la M4
Arrivando da San Babila si comincia a vedere: basta alzare lo sguardo per rendersi conto che qualcosa è cambiato. Lassù in vetta il profilo del Duomo di Milano appare finalmente per intero: Madonnina, guglia maggiore e, adesso, il tiburio (la struttura ottagonale che circonda e contiene la cupola). Il ponteggio inerpicato tra i 60 e gli 80 metri d’altezza è stato quasi del tutto rimosso, un pezzo alla volta, senza clamori. Ma finalmente riecco il colpo d’occhio: mancava da 18 anni.
Il cantiere in quotaNel 2008 la sommità della cattedrale è «sparita» dentro a uno degli interventi più imponenti della storia recente del Duomo: il restauro che ha progressivamente impacchettato la guglia maggiore e, appunto, il tiburio e la sua cupola. La parte superiore (fino a 108 metri, con la Madonnina) è stata liberata, mentre dal 2017 restava ingabbiato il resto. Per l’ultima tranche della manutenzione le maestranze hanno lavorato sia all’esterno che all’interno, grazie a un ponteggio agganciato 60 metri sopra l’altare maggiore. Adesso siamo al traguardo, come conferma l’ingegnere Francesco Canali, direttore dei cantieri per la Veneranda Fabbrica: «I lavori sono finiti». Il conto: venti milioni di euro. «E conferma l’impegno della Veneranda per tutelare questo luogo straordinario». Se fuori la novità si intuisce, dentro la cattedrale il mistero resta: per rimuovere la maxi-impalcatura volante serviranno altri sei mesi. «La rimozione stessa è un cantiere», dice Canali. Si dovrà intervenire nel vuoto, tra pesi e contrappesi, smontando un castello ingegneristico composto da «otto chilometri di tubi d’acciaio. Se fosse una linea di metallo, sarebbe lunga quanto la M4 da Linate a San Babila».










