"Non siamo l’opposizione, chiediamo solo coerenza. Siamo contenti che la sindaca Vanni abbia annunciato un incontro pubblico. E’ la conferma che la pressione civica funziona. Ma il nostro impegno è nato in modo spontaneo". Lo spiega Barbara Bini, portavoce del comitato "Montopoli per la prossimità delle cure", facendo il punto sul percorso avviato mesi fa e che ha già portato alla sottoscrizione di 870 firme raccolte tra i cittadini di Montopoli, Castelfranco e San Miniato (frazione San Romano) grazie al lavoro di "un gruppo sparuto con un foglio di carta e un telefono, arrivato a rappresentare centinaia di persone che chiedono semplicemente l’applicazione dei principi della Regione per tutti". Cioè poter decidere di avvalersi della cosidettà "sanità di prossimità". "Parteciperemo all’assemblea promossa dall’amministrazione, certi di un dibattito centrato su dati e risultati – continua Bini – Siamo grati che il tema sia stato riconosciuto, seppur dopo otto anni. Ma restiamo in attesa di leggere ’abbiamo risolto questa difficoltà’, non solo ’abbiamo accolto il bisogno’. Non possiamo tuttavia non notare un’ultima amarezza. Le dinamiche che stiamo vivendo, mancate risposte, diniego degli spazi, tempistiche che sembrano voler ’anticipare’ o ’neutralizzare’ la nostra iniziativa appaiono ormai una evidente strategia volta a trattare un comitato civico apartitico come un gruppo di opposizione politica. Noi non siamo qui per fare politica o per ostacolare l’amministrazione, siamo cittadini che chiedono semplicemente di applicare le regole. Eppure, ci sentiamo trattati con la diffidenza riservata agli avversari, non con la trasparenza dovuta ai contribuenti".
Montopoli per la prossimità delle cure. Bini: "Il comitato non fa opposizione"
"Chiediamo solo che vengano rispettate le regole e saremo all’assemblea". Raccolte 870 firme tra i cittadini di tre Comuni. "Trattati con diffidenza".









