Dal salone aerospaziale di Farnborough è arrivato un segnale sulla direzione che prenderà il combattimento aereo europeo nei prossimi decenni. Bae Systems ha presentato Brontanax, il primo dimostratore britannico di Collaborative Combat Aircraft (Cca): un drone progettato per operare al fianco dei futuri caccia e che racconta una delle trasformazioni più importanti della guerra aerea del futuro.

Brontanax non è il caccia di sesta generazione del Global Combat Air Programme (Gcap) e non fa formalmente parte del programma sviluppato da Regno Unito, Italia e Giappone, e al quale il Canada ha recentemente aderito come osservatore. Ma rappresenta un tassello della stessa visione tecnologica: nei prossimi decenni il dominio dei cieli non sarà determinato soltanto dal velivolo pilotato, ma dall’intero ecosistema che gli ruoterà attorno.

La logica dei Collaborative Combat Aircraft è quella del loyal wingman, il gregario senza pilota. Velivoli autonomi capaci di accompagnare i caccia con equipaggio, estendendone le capacità operative e riducendo il rischio per i piloti. Potranno essere impiegati per missioni di ricognizione, guerra elettronica, raccolta informazioni e attacco, aumentando la massa disponibile sul campo.