<p>Mercedes migliora la redditività nel secondo trimestre, ma il recupero è sostenuto soprattutto dai tagli ai costi, mentre la crisi del mercato cinese continua a frenare il business dell'auto e costringe il gruppo a rivedere al ribasso le prospettive per il 2026.

La casa di Stoccarda ha chiuso il periodo aprile-giugno con un ebit di gruppo di 1,55 miliardi di euro, in crescita del 22% rispetto agli 1,27 miliardi dello stesso periodo del 2025.

L'utile netto è salito del 13% a 1,09 miliardi, mentre i ricavi sono diminuiti del 3,3% a 32,06 miliardi.</p><p>Jefferies ha definito i conti «complessivamente migliori delle attese» e il margine operativo della divisione auto, pur sceso dal 5,1% al 4%, è risultato superiore alle previsioni del mercato.

Il titolo ha così reagito positivamente, arrivando a guadagnare fino al 5% alla borsa di Francoforte.</p><p>Il risultato operativo è stato sostenuto dai servizi finanziari, dai furgoni e da una plusvalenza di 131 milioni legata alla prevista cessione della società di leasing Athlon.

Per la prima volta dopo lo spin-off, inoltre, Mercedes ha ceduto una parte della partecipazione in Daimler Truck, incassando 417 milioni nel secondo trimestre e portando il ricavato complessivo a circa un miliardo con le vendite effettuate anche a luglio.</p><p>Il vero punto debole resta però la divisione auto.