Bergamo, 29 luglio 2026 – Ore 9. In via Coghetti, al comando della polizia locale di Bergamo, suona la campanella. Gli agenti, attenti, prendono nota sulle tecniche per stanare i furbetti del turismo. Chi lavora come guida ma non ne ha il titolo. Il fenomeno è datato: l’esercizio abusivo della professione.

Il registro nazionale

Gli strumenti per identificarlo sono stati aggiornati. Due anni fa, infatti, è entrato in vigore il Regolamento che completa la legge 190 del 2023. Quella che ha riformato il lavoro di guida turistica introducendo un registro nazionale e i requisiti per essere ammessi a un esame del Ministero che certifichi le competenze e abiliti alla professione.

Mancava l’ultimo “pezzo“: a chi affidare il controllo? Nel 2024 la scelta è ricaduta sui Comuni: le sanzioni, tra i 3 e i 12mila euro, a differenza del passato, restano nelle casse delle Amministrazioni locali.

Eppure, finora, soltanto Milano si è specializzata formando gli agenti: nel 2025 i verbali nei confronti degli abusivi sono stati 46. A Bergamo un decimo. Sommando i dati dei capoluoghi di provincia non si arriva a cento, nonostante la concorrenza sleale alle 1.082 guide turistiche lombarde abilitate (16.316 in Italia) si sia rafforzata andando a irrobustire gli affari dell’economia sommersa: offerte, pagamenti in nero.