Milano, 1 ago. (askanews) – Quasi due aziende su tre controllate nel settore turistico-alberghiero sono risultate irregolari. È il bilancio della campagna straordinaria di vigilanza condotta tra giugno e luglio dai Carabinieri per la Tutela del Lavoro, insieme all’Arma territoriale, per contrastare il lavoro sommerso e verificare il rispetto della normativa in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Su 785 imprese ispezionate in tutta Italia, 486 sono risultate non in regola, pari al 63,53% del campione selezionato sulla base di specifici indici di rischio.

I controlli hanno interessato alberghi, hotel, resort, villaggi turistici, campeggi, agriturismi, stabilimenti balneari, piscine, parchi acquatici, ristoranti, bar e pubblici esercizi, comparti caratterizzati da un forte incremento dell’occupazione durante la stagione estiva.

Nel corso delle verifiche sono state controllate complessivamente 3.825 posizioni lavorative, tra cui 900 lavoratori extracomunitari e 84 minori. Gli ispettori hanno accertato 751 posizioni irregolari, pari al 19,6% del totale: 553 riconducibili al cosiddetto “lavoro grigio”, ossia rapporti di lavoro parzialmente irregolari, e 198 casi di lavoro nero.