Milano, 29 luglio 2026 – Sulla soglia di quegli ottant’anni in arrivo il 30 dicembre, Patti Smith torna stasera al Castello Sforzesco sotto una luce nuova. Quella accesa sulla sua carriera dal memoir “Il pane degli angeli”. Perché “l’artista cerca l’infinito, eppure crea sulla terra, tentando di cogliere un barlume della coscienza di Dio, per poi tornare a creare cose materiali”, ammette lei nel volume, spingendo in una relazione di trascendenza quella multiforme personalità artistica.
Il repertorio
Carriera che sintetizza stasera al Cortile delle Armi in inni generazionali come quella “People have the power” scritta a fine anni ’80 col marito Fred “Sonic” Smith per la campagna presidenziale di Jesse Jackson, leader del movimento per i diritti civili di Chicago scomparso 5 mesi fa, ma anche “Dancing barefoot”, “Redondo beach” e, naturalmente, quella “Because the night” composta e poi accantonata da Bruce Springsteen su cui mise le mani grazie all’ingegnere del suono Jimmy Iovine, che la spinse ad ascoltare quel provino lasciatogli dal Boss su una cassetta.
“Finito il testo, capii immediatamente di avere tra le mani una hit” ricorda. Nel repertorio dello spettacolo c’è pure lo spazio per un omaggio a George Harrison con la sua “Isn’t it a pity”.














