L’indagine. 29 luglio 2026 alle 00:48
Bocche cucite davanti alla giudice. Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere le dieci persone arrestate (uno è irreperibile) nell’ambito dell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia sul presunto piano di assaltare un portavalori che trasportava dell’oro e, in un secondo momento, il caveau della fonderia di San Gavino, di proprietà della Portovesme srl di San Gavino, dove viene recuperato il prezioso metallo.
Ieri mattina, davanti alla giudice per le indagini preliminari Elisabetta Patrito, che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, si sono collegati a distanza dal carcere gli indagati con i rispettivi difensori: tutti si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Nessuno degli avvocati, al momento, ha preannunciato il ricorso al Tribunale del Riesame, dunque solo nei prossimi giorni sarà possibile capire come proseguirà l’inchiesta: le indagini della Squadra Mobile della Questura, coordinate dal dirigente Davide Carboni e dal pubblico ministero della Dda, Danilo Tronci, proseguiranno ancora per qualche settimana così da definire i ruoli di ciascuno degli indagati, poi la Procura potrebbe chiedere il giudizio immediato. In questo tempo sarà ricercato anche Raffaele Loddo, l’undicesimo destinatario dell’ordine di custodia cautelare in carcere che risulta attualmente irreperibile.






