Futuro Nazionale protesta contro i fondi Safe e l'invio di armi all'Ucraina, ma non risparmia anche la Lega: «Vota quello che vuole Meloni»
Non si è fatta attendere la risposta dei Vannacciani, dopo le dichiarazioni del ministro Tajani rilasciate in mattinata sulla disponibilità dell’Italia ad aderire ai fondi Safe per la difesa. Fuori da Montecitorio, con uno striscione dal titolo «Soldi a Zelenksy? No! Prima al popolo italiano», hanno protestato contro la decisione di continuare a inviare armi all’Ucraina e contro l’adesione dell’Italia al fondo europeo per la difesa (che però è stata successivamente smentita dal ministro che ha parlato di valutazione in corso): «Dopo il PNRR, un altro debito che pagheranno i nostri figli».
Ziello: stop agli aiuti all’Ucraina
Ad uscire sul piazzale di Montecitorio per lanciare la protesta – anche in nome del loro leader Roberto Vannacci, oggi assente – è stato il resto della compagine di Futuro Nazionale, a partire dal capogruppo Edoardo Ziello, seguito, nelle dichiarazioni, da Davide Bergamini. Così Ziello ha esordito rivendicando la risoluzione presentata alla Camera «che conteneva la richiesta di un impegno chiaro al Governo, ovvero interrompere immediatamente ogni fornitura di armamenti a favore dell’esercito di Zelensky».












