<p>In attesa di concludere l’operazione Tnb, l'istituto a cui <strong>Azimut </strong>vuol conferire una rete di circa mille consulenti finanziari e nella quale prevede di detenere una quota del 19,9%, e che ancora attende l’ok di Bankitalia, il gruppo presieduto da <strong>Pietro Giuliani</strong> continua a rafforzarsi all<strong>’estero</strong>, dove già detiene circa<strong> metà dei patrimoni che gestisce.</strong> Questa volta la mossa consiste nell'acquisizione di <strong>Yapi Kredi Portföy Yönetimi,</strong> società di gestione di uno dei più importanti gruppi bancari della Turchia.

«Con questa operazione diamo vita a una piattaforma da circa <strong>30 miliardi di euro di masse gestite</strong>, posizionandoci come il <strong>secondo operatore di asset management in Turchia</strong>», dice lo stesso Giuliani, «che diventa così il nostro terzo mercato globale.

A questo si aggiunge la firma di una partnership distributiva esclusiva di <strong>15 anni con Yapi Kredi Bank,</strong> la quarta banca privata del Paese, garantendo ad Azimut l'accesso esclusivo alla loro rete di oltre 18 milioni di clienti».<span contenteditable="false"> </span> </p> <p> </p> <p><strong>Domanda.

Che cosa rappresenta questo deal per Azimut?</strong><span contenteditable="false"> </span> </p> <p><strong>Risposta. </strong>Per noi questa operazione conferma che Azimut è il partner d'elezione per le grandi istituzioni finanziarie globali.