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Manuela Croci

Passano 10 minuti tra le due storiche medaglie d'oro ai Giochi: è la prima volta per l'atletica azzurra. Il saltatore e il velocista si abbracciano in pista. «Gimbo» ricorda: «Ero sicuro di essere al cento per cento. Eravamo stremati, fu l'euforia a tenerci in piedi»

«Abbiamo vissuto qualcosa che racconteremo a figli e nipoti. E per una volta non è retorica, ma semplice realtà. Perché l’Italia ha vinto due ori mai vinti». Così iniziava l’articolo di Marco Imarisio sulla prima pagina del Corriere di lunedì 2 agosto 2021, la stessa che titolava «La Storia siamo noi» con quei due giovani – Marcell Jacobs, capello rasato a zero e braccio ipertatuato, e Gianmarco Tamberi, ricci raccolti sulla testa e una schiena che lascia intravedere le costole – che si abbracciano, avvolti nella bandiera italiana. «Non ricordo le parole precise che ci siamo detti, eravamo increduli. Ridevamo e ci abbracciavamo, non avevamo più fiato, eravamo stremati. Era l’euforia a tenerci in piedi». Sorride ricordando quei secondi sulla pista dello Stadio Nazionale di Tokyo dove, a dieci minuti uno dall’altro, gli azzurri hanno conquistato per la prima volta nella storia dell’Italia l’oro nel salto in alto e nei 100 metri. «È stata un’emozione folle, avevo saltato l’Olimpiade precedente per infortunio e ho dovuto attendere 5 anni a causa del Covid».