HomeLa SpeziaCronacaMei, campione azzurro. Quarant’anni dopo la vittoria a Stoccarda: "Il dualismo era forte"Il racconto della leggenda della tripletta nei 10mila agli Europei . Il governatore Bucci: "Continueremo a investire nello sport". .Un momento della cerimonia di apertura della Coppa Europa, che ha visto trionfare i colori italianiRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciÈ stata una stupenda vetrina per la città e la Liguria. Ma nel giorno in cui La Spezia rinsalda i suoi antichi legami con l’atletica leggera organizzando la seconda manifestazione di rilievo in tre anni, c’è spazio anche e soprattutto per celebrare quel ragazzo che quaranta anni fa, partito dal golfo, ha fatto conoscere il nome della nostra città in tutta Europa, splendido alfiere della spettacolare tripletta nei 10mila agli Europei di Stoccarda rimasta nella storia dell’atletica italiana, quel Mei-Cova-Antibo da leggere ancora oggi tutto d’un fiato. E proprio Mei e Cova, a margine della manifestazione, hanno raccontato quel 26 agosto 1986. "Purtroppo erano gli Europei, sarebbe stato meglio se fossero state le Olimpiadi – ha detto scherzosamente Mei, oggi presidente Fidal, mentre sul maxischermo scorrevano le immagini dell’ultimo giro della gara di Stoccarda –. Cova era il punto di riferimento, era quello da battere. C’era dualismo, è vero, ma oggi c’è una grande amicizia. Ho lavorato tanto per riuscire a batterlo. Mi sarebbe forse piaciuto perdere lì e poi vincere quanto ha vinto lui, ma va bene così". Una splendida tripletta che però non spense quella ‘guerra fredda’ all’interno del team italiano.