L'intervista del Fatto Quotidiano al professor Marco Piastra (Direttore della Terapia Intensiva Pediatrica del Policlinico Gemelli di Roma): «Il rischio è di andare incontro a carbonarcosi, ovvero di sonnolenza e perdita di reattività associata a ipercarbia»

Respirare con naso e bocca liberamente sott’acqua, senza la fatica del boccaglio tradizionale. È la promessa che ha reso le maschere da snorkeling full face un oggetto popolarissimo e diffusissimo sulle spiagge, soprattutto tra i più piccoli. Eppure, proprio dietro questa comodità, si nasconde una insidia poco conosciuta che ha spinto il Ministero della Salute a lanciare un’allerta, richiamando avvisi europei e segnalazioni dell’IRCCS Burlo Garofolo di Trieste: il rischio di accumulo di anidride carbonica all’interno del dispositivo, con conseguenze che possono rivelarsi drammatiche. A chiarire i termini della questione al Fatto Quotidiano è il professor Marco Piastra, Direttore della Terapia Intensiva Pediatrica del Policlinico Gemelli – Università Cattolica di Roma.

«Un rischio potenzialmente grave»

L’allarme ministeriale non va sottovalutato, anche se la casistica non registra numeri da emergenza quotidiana. «È sicuramente un rischio potenzialmente grave nei bambini», spiega il professor Piastra. «Non abbiamo avuto casi gravi recenti nel nostro centro, ma riteniamo che il livello di allerta debba rimanere elevato».