Dobbiamo parlare della Cdu. La democrazia cristiana tedesca appariva come una di quelle istituzioni incrollabili, che sempre sono esistite e sempre esisteranno. Ci sono le nuove generazioni, giovani “unionisti” che si propongono per portare avanti le istanze della Mitte. O del centrodestra, vista la coloritura che il partito che fu di Angela Merkel ha assunto più di recente. Friedrich Merz ha imposto una sterzata a destra che non sta pagando, come vi raccontiamo ormai da tempo, ma a livello di gestione del partito lo standard del cancelliere sta scendendo oltre il livello di guardia.

A colpire in particolar modo è stata l’organizzazione del rimpasto di governo. Dopo la diffusione della notizia della gestazione per altri che ha permesso a Jens Spahn, ex ministro della Salute diventato famoso per uno scandalo sulla fornitura delle mascherine durante la pandemia, e a suo marito di diventare padri, il capogruppo della Cdu ha scelto di dare le dimissioni, facendo cadere la prima tessera di un domino che ha provocato la sostituzione della ministra della Salute attuale, Nina Warken, con il segretario generale della Cdu, Carsten Linnemann. Al suo posto è stata chiamata Franziska Hoppermann, candidata individuata da Merz in persona. Warken invece passerà alla cancelleria, in modo che Merz abbia come braccio destro una sua fedelissima. L’altro uomo di fiducia a cui il cancelliere ha trovato un nuovo posto è Philipp Amthor, classe 1992, una delle nuove leve del merzismo che ora sarà sottosegretario alla digitalizzazione. A guidare il gruppo parlamentare, Thorsten Frei, fino a questo momento alla cancelleria.