Turni infiniti, e un appello di un medico del pronto soccorso del san Camillo di Sorgono che fa venire i brividi. Doveva rimanere riservato, ma diventa pubblico grazie all’ex assessore alla sanità e parlamentare Roberto Capelli.

Il medico parla in prima persona di un’esposizione ad «un inaccettabile rischio clinico e medico legale» dovuto a condizioni estreme di lavoro. Sottolinea come senza riposo e con turni notturni infiniti «si riducono drasticamente i livelli di vigilanza necessari per operare in sicurezza nell'area dell'emergenza».

La lettera

Ecco quanto si legge nell’appello inviato ai vertici aziendali da uno dei tre medici del pronto soccorso di Sorgono: «Con la presente desidero formalizzare la mia profonda preoccupazione in merito alla gestione dei turni di Pronto Soccorso che mi vede coinvolto, insieme ai due colleghi, nelle ultime settimane. Il monte ore assegnato a ciascuno e la frequenza dei turni notturni superano abbondantemente il debito orario previsto dal CCNL di categoria. Ad oggi, la mancanza di un adeguato riposo tra un turno e il successivo riduce drasticamente i livelli di vigilanza necessari per operare in sicurezza nell'area dell'emergenza e a tutt'oggi non si vede ancora nessuna risposta concreta in termini di personale. Nel rispetto dell'art. 32 della costituzione e del codice di Deontologia Medica, ritengo mio dovere segnalare che l'attuale carico di lavoro non consente di garantire lo standard di sicurezza necessario per la cura dei pazienti e ci espone a un inaccettabile rischio clinico e medico legale. Sono consapevole anche delle difficoltà organizzative e della carenza di risorse della sanità. Tuttavia ritengo che l'attuale articolazione dei turni possa essere ottimizzata coinvolgendo più attori e risorse disponibili sia nel territorio che attingendo a disponibilità esterne».